Rissa alla Canalina, Forza Italia: “Non è più emergenza educativa, ma di sicurezza”

rissa alla Canalina Reggio Emilia video – DDL

“Se basta un incidente banale per far spuntare coltelli e machete in pochi minuti, significa che il livello di tensione e assenza di controllo in quel quartiere è già a un punto di rottura”. Per Forza Italia “non serve altro per capire la gravità di quanto accaduto” sabato 25 luglio in via Colonna, nel quartiere Canalina di Reggio Emilia: un tamponamento tra due auto, “e nel giro di pochi minuti la strada si trasforma in un campo di battaglia a colpi di armi da taglio, con feriti e presunte armi da fuoco, tra gruppi di giovani di origine straniera”.

“Non chiamiamola più emergenza educativa”, chiede Forza Italia: “È emergenza sicurezza, punto. Continuare a parlare di percorsi di responsabilizzazione davanti a un machete in mezzo alla strada è irresponsabile verso chi in quel quartiere ci vive, ci lavora, ci manda i figli a scuola”.

Quartiere che, secondo i forzisti reggiani, “fino a pochi anni fa era vivibile, ma si sta trasformando, sotto gli occhi di un’amministrazione immobile, in territorio lasciato scivolare fuori controllo, dove la paura è diventata quotidianità. E sono sempre più i quartieri di Reggio diventati bersaglio di criminalità e degrado: violenza inaudita, arredo urbano sfasciato, zero rispetto per il bene pubblico e per chi ci vive accanto”.

Degrado nel quartiere Canalina di Reggio Emilia

Degrado nel quartiere Canalina di Reggio Emilia
L’accusa del coordinatore cittadino Luca Vezzani, della sua vice Mariarosaria Tedesco e di Giuseppe Pagliani, consigliere provinciale e componente del coordinamento regionale, è chiara: “C’è chi, dentro la maggioranza, continua a ripetere che la strada sia complessa e richieda insieme controllo e prevenzione, repressione e opportunità per i giovani nei quartieri più fragili. È la stessa formula di sempre, buona per ogni stagione e per nessuna decisione seria”.

Per Forza Italia, al contrario, “non serve comprensione, serve rigore: chi commette reati, chi non vuole integrarsi, chi non rispetta le regole o rifiuta i doveri fondamentali della comunità che lo ospita deve sapere che ne paga le conseguenze, senza sconti e senza alibi. Serve una priorità chiara: prima si mettono in sicurezza i quartieri, poi si parla di tutto il resto”.

“Chi amministra questa città ha il dovere di ammettere, senza giri di parole, che la strategia scelta e adottata da anni è fallita. Pretendiamo un cambio di rotta immediato: presidio costante delle forze dell’ordine nei punti più critici, potenziamento della videosorveglianza, controlli severi e la fine di ogni linea di sicurezza affidata solo al dialogo, e a un approccio assistenzialista e finto buonista. Il patto che serve è di legalità, e chi continua a rifiutarlo porta una responsabilità diretta su quello che sta accadendo, e su quello che accadrà”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu