Servizio rifiuti a Reggio, Prandi assicura: “Bando di gara entro l’autunno”

raccolta rifiuti mezzo Reggio si prende cura – CoRE

Il consiglio comunale di Reggio Emilia, nella seduta di lunedì 20 luglio, ha approvato le tariffe corrispettive puntuali (Tcp) per i rifiuti per l’anno 2026, e la relativa variazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028, con 17 voti a favore (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa Verde-Possibile) e 8 voti contrari (Coalizione civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia, lista civica Per Reggio, Lega).

La delibera, ha spiegato l’assessore alla cura della città Davide Prandi illustrando i documenti e la strategia adottata dal Comune per gestire il ciclo dei rifiuti, “tiene insieme rigore regolatorio, sostenibilità ambientale ed equità sociale. Certifica un servizio che funziona e che vogliamo far funzionare ancor meglio: con la gara che finalmente restituirà al territorio un affidamento trasparente e competitivo, con il potenziamento della qualità del servizio, con il contrasto senza sconti ad abbandoni ed evasione, e con la protezione concreta delle famiglie più fragili e con premialità per chi differenzia e riduce gli sprechi”.

Primo punto, l’affidamento del servizio, che a Reggio è in regime di proroga da oltre un decennio: “Insieme ad Atersir abbiamo lavorato alla costruzione del bando di gara per il nuovo affidamento, che, come confermato dal direttore dell’Agenzia, sarà pubblicato entro l’autunno 2026”, promette Prandi. Sarà una gara “che permetterà di mettere in concorrenza il servizio, fissare standard di qualità vincolanti e contrattualizzati, definire investimenti certi e restituire al Comune e all’Agenzia territoriale una piena capacità di controllo sul gestore”.

Il piano approvato dal consiglio comunale costituisce la base conoscitiva ed economica su cui quel bando è costruito: “Sapere esattamente quanto costa il servizio è la precondizione per andare sul mercato nelle migliori condizioni per i cittadini”, sottolinea l’assessore. “Dentro al nuovo affidamento vogliamo portare con forza il tema della premialità, che sarà un principio strutturale del servizio: lavorare a un percorso che incentivi e premi sempre di più i comportamenti virtuosi, delle famiglie come delle imprese. Chi differenzia bene, chi riduce i propri rifiuti, chi conferisce correttamente deve trovare nella tariffa un riconoscimento concreto e crescente”.

Quando si parla di tariffe, precisa Prandi, “occorre chiarire che cosa quelle tariffe effettivamente finanziano. Dentro il corrispettivo che le famiglie pagano non c’è solo la raccolta porta a porta: c’è un sistema articolato di servizi. C’è la presenza diffusa dei Centri di raccolta sul territorio comunale, aperti a tutte le utenze. C’è la raccolta del verde, il ritiro a domicilio degli ingombranti, le ecostation attive per i conferimenti fuori orario. Ci sono le raccolte dedicate delle pile usate e degli oli esausti, e prossimamente anche il ritiro dei piccoli quantitativi di amianto. È un pacchetto di servizi ampio, che copre l’intero ciclo dei rifiuti urbani e che pochi territori possono vantare con questa completezza”.

Ma per l’assessore non è solo una questione di quantità: il metodo Arera, infatti, misura anche l’efficacia del recupero, e l’indicatore di valorizzazione dei materiali a Reggio è passato dalla classe B alla classe A. I materiali che reggiani e reggiane separano ogni giorno vengono effettivamente avviati a riciclo e generano ricavi – oltre 5 milioni di euro tra vendita di materiali e corrispettivi dei consorzi – “che rientrano nel piano e alleggeriscono la tariffa”, assicura Prandi.

Dentro il piano 2026 c’è inoltre un coefficiente di potenziamento del servizio pari al 3,09%: “Risorse finalizzate, riconosciute solo in quanto legate a miglioramenti concreti della qualità, sui quali il gestore sarà chiamato a rendere conto. E il miglioramento non è un’enunciazione astratta: si traduce in servizi nuovi e potenziamenti misurabili, già in partenza. Nei prossimi mesi attiveremo un nuovo servizio di raccolta dei piccoli quantitativi di amianto: una risposta concreta a un bisogno reale delle famiglie, che oggi si trovano spesso senza un canale semplice e sicuro per smaltire piccoli manufatti, con il rischio che finiscano abbandonati nell’ambiente”.

Il Comune ha anche completato la mappatura puntuale dei circa 2.000 cestini presenti nei parchi cittadini. Sulla base di questa ricognizione, la frequenza di svuotamento è stata aumentata da 3 a 7 svuotature settimanali: “Significa cestini svuotati ogni giorno, e quindi meno traboccamenti, meno rifiuti a terra, più decoro. E ancora, incrementiamo la pulizia delle batterie di cassonetti nel centro storico e nell’area periurbana, i punti dove il degrado si concentra e dove i cittadini ci chiedono, giustamente, maggiore presidio”.

Rispetto all’abbandono dei rifiuti e all’evasione tariffaria, prosegue Prandi, “abbiamo scelto la linea della fermezza, perché chi abbandona i rifiuti o non paga la tariffa scarica i costi sui cittadini onesti”.

Il sistema delle fototrappole sta producendo risultati concreti: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati elevati 350 verbali per abbandono di rifiuti, per un importo complessivo di circa 78.600 euro. Ma per l’assessore “non è una questione di cassa: è una questione di giustizia e di decoro urbano. E sul versante dell’evasione, la tariffa corrispettiva puntuale è essa stessa uno strumento di equità, perché lega il pagamento alla reale produzione di rifiuti misurata utenza per utenza, rendendo più difficile sottrarsi al dovere di contribuzione e più semplice individuare le posizioni irregolari”.



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