Nella mattinata di lunedì 13 luglio tante persone si sono ritrovate per l’ultimo saluto a Raffaele Stipa, il titolare della pizzeria Yoghi ucciso con sette coltellate lo scorso 29 giugno nel suo locale di via Gran Sasso d’Italia, a Reggio Emilia.
Un omicidio che, per la brutalità dell’aggressione e per i futili motivi che l’hanno scatenata, ha scosso il quartiere e l’intera città, ma che ha visto anche la reazione delle persone, scese in gran numero in strada il giorno dopo il delitto per partecipare alla camminata organizzata dal Comune e numerose anche nell’affollare la chiesa reggiana di San Luigi Gonzaga, nel quartiere di Rosta Nuova, dove erano in programma i funerali della vittima.
“Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità”, ha sintetizzato il parrocco don Roberto Bertoldi in apertura. In prima fila, come gesto concreto di vicinanza delle istituzioni, c’erano il sindaco di Reggio Marco Massari, l’assessora comunale all’economia urbana e allo sport Stefania Bondavalli e il prefetto Salvatore Angieri.
Commoventi anche le parole della lettera che i figli Alan, Jennifer e Raffaele hanno consegnato al sacerdote affinché la leggesse ai presenti alla fine della celebrazione: “Ti vogliamo ricordare per il tuo sorriso e la tua bontà, mettevi gli altri sempre prima di te stesso. Sarai sempre nei nostri cuori, grazie papà”, hanno scritto. Parole uscite dal cuore che, inevitabilmente, sono state accompagnate da un convinto applauso, che ha vinto per un momento l’amarezza e la rabbia per una morte tanto assurda.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu