A Reggio l’insicurezza è ormai diventata una disfunzionale “normalità”

polizia Modena – PDS

Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale questo intervento di Guglielmo Saerri, un cittadino reggiano.

 

Buongiorno Redazione,

a seguito dell’uccisione del titolare della pizzeria Yoghi, voglio esprimere la mia indignazione per lo stato generale dell’insicurezza a Reggio Emilia.

Quest’episodio violentissimo è la goccia che fa traboccare il vaso e il sintomo di una situazione fuori controllo per quanto riguarda la sicurezza del territorio: aggressioni violente, accoltellamenti, delinquenza giovanile, insicurezza presso le stazioni e sui treni, intimidazioni per strada sono ormai diventate una disfunzionale “normalità” con cui noi cittadini siamo costretti a fare i conti ogni giorno.

Malgrado l’insicurezza urbana sia diventata un problema ormai di carattere nazionale che presuppone una risposta nazionale, non posso esimermi dal constatare che simili efferati delitti, degni di un sobborgo degradato del terzo mondo, avvengano anche in una piccola città di provincia come Reggio Emilia. Basta leggere quotidianamente i notiziari locali per rendersi conto della gravità del fenomeno.

Questi episodi sempre più frequenti sono commessi in una proporzione statisticamente significativa da cittadini di origine straniera, spesso irregolari e spesso recidivi. Non neghiamolo.

La politica deve aprire gli occhi davanti alla realtà fattuale delle cose e non negare certi fenomeni: i cittadini sono stufi di vedere che le amministrazioni negano la realtà e l’evidenza dell’ovvietà o non chiamano mai le cose con il loro nome. Rimossa una certa immigrazione, irregolare o con comportamenti anti-sociali e foriera di disagio, la sicurezza nelle nostre città aumenterà.

Senza infingimenti, pregiudizi ideologici e reticenze occorre avere il coraggio di instaurare un dibattito pubblico basato sui fatti.

Noi cittadini abbiamo il diritto di vivere in pace e tranquillità nelle nostre città e di vivere in una società in cui non si neghi la realtà. La verità deve prevalere sui discorsi buonisti, i tabù dogmatici e il politicamente corretto.

Siamo stufi di questa insicurezza, e queste continue ingiustizie perpetrate sempre dai medesimi profili che vengono lasciati entrare e poi non vengono rimpatriati e allontanati dal territorio nazionale causano una forte rabbia!

Confido che il mio messaggio trovi ascolto e che si abbia finalmente il coraggio di guardare la realtà per quella che è.

Grazie per l’attenzione, cordialmente
Guglielmo Saerri



Ci sono 10 commenti

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  1. Corrado

    Purtroppo, l’insicurezza nella nostra nazione è a livelli insopportabili. Ma di chi è la colpa? Senza falsità e con coraggio, bisogna dire che una parte della politica, difende i delinquenti giustificando il loro comportamento e una parte dei giudici non li condannano neppure lasciandoli liberi. Altra cosa importante da dire, riguarda le nostre forze dell’ordine, sono sempre messe in difficoltà da certi politici e magistratura, che sono favorevoli ai delinquenti. Credo che le forze dell’ordine debbano essere più protette, aiutate con tutti i mezzi a disposizione. Basta con la campagna anti forze dell’ordine, ci proteggono, ci difendono e aiutano quando ne abbiamo bisogno, bisogna arrestare e condannare con condanne esemplari chi scende in piazza solo per aggredire le forze dell’ordine e fare disordini. Io ho capito una cosa, che abbiamo una generazione di politici che sono ridicoli e non sono in grado di fare nulla di buono per il bene del popolo italiano, anzi, spesso sono peggiorativi. Io sono italiano e non condanno chi viene in Italia per lavorare e si comporta con educazione rispettando le nostre leggi e le nostre tradizioni, anche loro sono italiani e vanno rispettati e aiutati, ma chi si comporta da delinquente, deve essere rispedito a casa sua, in Italia c’è troppa tolleranza, o forse vogliono portarci a fare giustizia da soli? Spero davvero di no.

  2. Sperina

    Una lettera che non ha bisogno di aggiunte.tutto vero tutto giusto…Reggio invivibile…lo dico perché ho avuto la fortuna di vivere la mia città quando era reggiana reggiana ora è invivibile..

  3. Veronica

    L’articolo è stato scritto prima che il nome del omicida venisse dichiarato ufficialmente. E adesso che si sa che questo gesto fosse stato compiuto da un cittadino italiano e che la vittima lo conoscesse da sempre, poniamo lo stesso accento sulla sicurezza che manca e gli stranieri pericolosi? O magari ci sarebbe da concentrarsi sulla sicurezza in generale a prescindere dalle origini di chi non rispetta le regole? Spesso un atto di brutalità viene associato ai cittadini esteri prima ancora di averne le certezze.

    • kursk

      non cambia una virgola, anzi…..a maggior ragione, oltre alle migliaia di persone straniere illegalmente presenti sul territorio che non riusciamo a controllare e che percentualmente hanno un tasso delinquenziale esponenziale, dobbiamo fronteggiare i nostri psicopatici, drogati, delinquenti che nessuna ns istituzione/legge è in grado di rendere inoffensivi…….non fate come a TelePeggio dove da ieri sera sembravano sollevati e persino contenti dalla notizia che l’omicida era un reggiano…..

  4. Marco valli

    Ma questa volta l’assassino era italianissimo! Poi è ovvio che l’immigrazione non gestita è un problema….ma non è il solo

  5. Domenico

    Concordo pienamente quanto detto dal sign. Guglielmo, le amministrazioni di questa città “25/30 anni” hanno sempre cavalcato l’onda dell’integrazione-inclusione, senza considerare il fatto che tali obiettivi si raggiungono con regole ferree sui doveri e poi sui diritti.
    Le forze dell’ordine, compresa la polizia municipale fanno i controlli alle solite persone, cioè chi ha un numero di porta che può pagare, mentre questi non vengono toccati, perché sanno che non hanno strumenti per combatterli, in alcuni casi hanno la peggio, ma quello fa parte dell’integrazione, mai reagire, altrimenti veniamo visti come degli incapaci!!!
    Resta il fatto che oggi Reggio Emilia è diventata una città invivibile, la sera nelle varie piazze ci sono dei giovani magrebini che scorazzano con i loro monopattini, in barba alle regole da osservare e che nessuno li ferma!!!!
    Se vogliamo vivere di ipocrisia allora è giusto continuare così, intanto tra 10 anni rimarranno solo loro!!!!

    • Theodora

      Ricordate la storica e colorita frase di Giachetti in parlamento, parecchi anni fa? Ecco, la farei rimbalzare sui politicanti locali: avete la faccia come il c…elo? Nooo, un pochino più giù, vi prego!!!

  6. kursk

    Ottimo intervento Sig. Saerri, largamente condivisibile.
    Sono certo che le nostre illuminate istituzioni si complimenteranno con lei per la pacatezza dello scritto, ma stigmatizzando la questione stranieri-extracomunitari, le risponderanno che da parte loro attiveranno nuovi “percorsi” atti a mitigare questi fenomeni e che purtroppo da Roma non arrivano aiuti adeguati….sunto: loro non cambieranno di una virgola lo status quo. Noi che facciamo ?


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