Reggio, scontro sul sì del Comune a “R1PUD1A” di Emergency. Tarquini: “Falsità in consiglio”

Giovanni Tarquini La sfida riformista – ER

Il Comune di Reggio Emilia ha annunciato di aver aderito alla campagna “R1PUD1A”, promossa dall’associazione Emergency: l’iniziativa invita i cittadini a dichiarare la propria obiezione di coscienza al servizio militare con l’adesione a un registro ufficiale, per sancire simbolicamente il proprio rifiuto della guerra.

In Italia il servizio di leva obbligatorio è sospeso dal 2005, ma secondo i promotori della campagna potrebbe essere ripristinato in caso di guerra o di grave crisi internazionale.

“In un contesto segnato dall’aumento delle tensioni internazionali, dalla crescita delle spese militari e dal ritorno del tema della coscrizione nel dibattito europeo”, spiega il Comune, “l’amministrazione ritiene importante aderire per dare un chiaro segnale: la pace non è un principio astratto, ma una responsabilità concreta delle istituzioni e delle comunità”.

Il flashmob R1PUD1A durante il festival di Emergency 2025 a Reggio Emilia
L’adesione del Comune reggiano, però, viene duramente contestata dai consiglieri comunali della lista civica per Reggio Carmine Migale e Giovanni Tarquini, che denunciano “esercizi di falsità in consiglio comunale”. Il riferimento è a quanto accaduto durante la seduta del 15 giugno scorso, quando è stato approvato un ordine del giorno “urgente” (vedremo tra poco perché tra virgolette) grazie, secondo i consiglieri di opposizione, “a una vera e propria falsità messa in atto, almeno nella sua forma esteriore, dal capogruppo della lista Massari. Sì, la lista del sindaco Massari, blindato dal campo largo”.

“La ridente maggioranza è riuscita a ingannare lo stesso presidente del consiglio comunale Matteo Iori”, spiegano Tarquini e Migale, “facendogli credere che vi fosse una fantomatica, fantasiosa e inesistente scadenza di un termine, indicato nella giornata di martedì 16 giugno, per poter aderire alla campagna pacifista e antimilitarista promossa da Emergency. Così hanno fatto passare per urgente ciò che urgente non è, per poi votare a un sola voce dopo che noi e i consiglieri di Fratelli d’Italia abbiamo abbandonato l’aula in segno di protesta”.

Per Tarquini e Migale “lo scopo della maggioranza è chiaro e poco più che propagandistico, cioè ricevere la medaglietta per l’impresa eroica di sensibilizzazione sull’obiezione di coscienza al servizio militare. Con il conseguente incensamento sulla tv di area e, insieme, l’applauso della gente, del tutto ignara dello stratagemma truffaldino di cui i consiglieri di maggioranza, ovviamente sempre tutti in blocco, sono stati autori e protagonisti”.

L’argomento, per i due consiglieri di opposizione, “avrebbe meritato davvero attenzione, approfondimento e discussione, magari in una seduta ordinaria e in un confronto dialettico leale e costruttivo al quale anche noi di Reggio Civica avremmo voluto fornire un serio contributo. Ma ormai è evidente la loro volontà di voler evitare un confronto con noi. Perché questa è l’etica della politica di sinistra, questa è la tecnica di governo della nostra città, questo è il loro senso delle istituzioni, questo è il rigore morale di chi è stato votato dalla maggioranza degli elettori”.

“Porteremo (anche) questo caso all’attenzione delle autorità che hanno poteri e doveri di controllo”, concludono Tarquini e Migale: “Primo tra tutti il prefetto, che proprio pochi minuti prima si era presentato in Sala del Tricolore per un saluto e un augurio di buon lavoro. Reggio Emilia, è l’ora della sveglia! Questi amministratori sono strateghi dell’inganno e teatranti di una finta democrazia e le conseguenze ai danni della città sono sempre più evidenti”.



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