Allarme Sim: “Emilia-Romagna svuotata dai carabinieri: ogni 3 che arrivano, 7 se ne vanno”

controlli carabinieri piazza della Vittoria Reggio – CC

L’Emilia-Romagna è stata “svuotata” dai carabinieri: a denunciare gli effetti della manovra ordinaria dei trasferimenti annuali del personale dell’Arma è il Sim Carabinieri, il sindacato dei militari dell’Arma.

L’analisi della gestione dei trasferimenti, secondo il Sim, delinea un quadro “che merita una riflessione seria e che non possiamo ignorare: la Regione Emilia-Romagna, storicamente considerata una realtà attrattiva per molti colleghi, attraversa oggi una fase di evidente difficoltà”, sottolinea il sindacato.

Dallo studio degli spostamenti relativi ai ruoli di appuntati e carabinieri, sovrintendenti e ispettori, “quasi sette movimenti su dieci riguardano colleghi che lasciano la regione”, rileva il Sim Carabinieri, contro il 31% circa di ingressi: un dato “ancora più preoccupante se letto nel quadro nazionale”, perché l’Emilia-Romagna risulta tra le regioni più penalizzate, collocandosi nelle prime posizioni per incidenza negativa degli ingressi rispetto alle uscite dal territorio.

“Una regione che per anni è stata considerata attrattiva, oggi sembra perdere appeal agli occhi del personale”, sintetizza il sindacato dei militari dell’Arma, secondo il quale le cause “possono essere diverse, ma alcune appaiono ormai evidenti: il costo della vita sempre più elevato, la difficoltà di trovare abitazioni a prezzi sostenibili, la carenza di alloggi di servizio, l’assenza di una reale programmazione abitativa per il personale in divisa e la mancanza di politiche concrete da parte degli enti locali e della Regione su temi fondamentali come asili nido, affitti, servizi alle famiglie e accesso alla casa incidono inevitabilmente sulle scelte dei carabinieri”.

Il Sim, in conclusione, chiede “una riflessione immediata e interventi concreti, perché il diritto dei colleghi a vivere dignitosamente e il diritto dei cittadini alla sicurezza non possono essere trattati come due questioni separate”.



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