Ci siamo. Dopo tanta attesa, da giovedì 30 aprile Reggio Emilia viene invasa dai “Fantasmi del quotidiano”: nessun fenomeno paranormale, ma è questo il tema della ventunesima edizione di Fotografia Europea, che vuole osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e fotografe e di giovani emergenti.
Il festival è promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Quest’anno la direzione artistica si è arricchita grazie alla new entry Arianna Catania, fondatrice e direttrice di Gibellina Photoroad / Open Air & Site-specific Festival, che si è andata ad aggiungere ai riconfermatissimi Tim Clark (editor & curator 1000 Words), Luce Lebart (ricercatrice presso l’Archive of Modern Conflict e direttrice artistica del Pavillon Populaire di Montpellier) e Walter Guadagnini (storico della fotografia e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna).
Un’edizione che, come spiegano gli organizzatori, “invita a cercare le cose non viste e quelle invisibili, prestando attenzione ai sussurri di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere. Attraverso l’obiettivo, si rivelano le storie silenziose che danno forma al nostro presente, aprendo nuovi percorsi per l’immaginazione. Il festival esplora così la silenziosa durata della memoria, osservando come i ricordi svaniscano senza mai scomparire del tutto. Ogni fotografia esposta racchiude la propria eco, un ricordo impalpabile che mantiene sospesa la sua essenza nonostante lo scorrere del tempo. In questo percorso espositivo, il passato non è un elemento scomparso, ma un’entità che continua a respirare dolcemente all’interno del presente”.
Ma oltre alle cose invisibili, c’è anche molto da vedere: oltre alle tradizionali sedi di mostra (Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Palazzo dei Musei, Spazio Gerra), si conferma nel circuito principale la Collezione Maramotti, mentre nuovi luoghi della città aprono le porte al festival. È il caso di Palazzo Scaruffi, edificio del XVI secolo nel centro storico di Reggio, per la prima volta sede di un’esposizione di Fotografia Europea: grazie alla collaborazione con la Camera di commercio dell’Emilia, sarà allestita la mostra “200×200. Due secoli di fotografia e società”. La chiesa dei santi Carlo e Agata, risalente al IX secolo e affacciata sulla centralissima via San Carlo, sempre in centro, ospiterà invece la mostra di Elena Bellantoni dal titolo “Ghostwriter”, a cura di Fulvio Chimento.
Come ogni anno, il festival fotografico è arricchito da un calendario di appuntamenti che accompagnerà i visitatori dalle giornate inaugurali (30 aprile, 1, 2 e 3 maggio) al weekend conclusivo, quello del 13-14 giugno: conferenze, incontri con gli artisti, presentazioni di libri, book signing, letture portfolio, workshop, una bookfair dedicata agli editori indipendenti e spettacoli. Tutti eventi pensati per alimentare un confronto culturale che, partendo dalla fotografia, affronti anche temi trasversali, per coinvolgere un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Oltre agli incontri con fotografi e fotografe, sono previsti anche concerti e momenti di confronto con altri ospiti sul tema di questa edizione.
Prosegue, poi, l’attenzione di Fotografia Europea nei confronti dei più piccoli, con visite guidate a loro dedicate e un ricco programma di proposte educative e laboratori per avvicinare bambini e bambine, ragazzi e ragazze al programma della manifestazione: una mappa delle mostre pensata per loro e laboratori per famiglie, ma anche proposte formative per adulti in collaborazione con EduIren.
Non mancherà, infine, l’attesissimo Circuito Off, l’appuntamento collettivo e indipendente che allarga il respiro del festival con un ricchissimo calendario di mostre diffuse su tutto il territorio, non solo a Reggio ma nell’intera provincia: progetti di fotografi professionisti insieme a giovani esordienti, appassionati e associazioni, chiamati a confrontarsi con il tema del 2026. Le opere, come di consueto, saranno esposte in tantissimi spazi della città: negozi, ristoranti, studi professionali, cortili e abitazioni private, oltre a sedi storiche e gallerie d’arte, trasformando l’intero tessuto urbano in una mappa espositiva. Parte di questo circuito è anche il progetto OFF@school, che coinvolge istituti scolastici di tutta la provincia reggiana.







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