In Europa i suoi show vengono cancellati a raffica, ma per il momento è confermato l’unico concerto italiano di Ye/Kanye West, in calendario il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia nell’ambito dell’Hellwatt Festival.
A parte questo, però, per il resto si sa poco, pochissimo. “Rinnovo pertanto la domanda al sindaco Massari: è possibile o no avere più informazioni su questo evento? Vogliamo che Hellwatt Festival sia un successo per Reggio, ma proprio per questo la città deve essere resa partecipe, informata, rispettata”, chiede Rosamaria Papaleo, segretaria di Cisl Emilia Centrale.
“I governi e i ministri in Europa dichiarano, rispondono, chiariscono. Al nostro governo sono giunti gli appelli forti di Casa Cervi, della Comunità ebraica di Reggio e Modena, della vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno; si sono mobilitati otto reggiani illustri, ha detto no anche il presidente della Regione, la stampa internazionale e locale chiede e attende. Eppure tutto tace”, evidenzia Papaleo.
“Allora la domanda viene da sé: il sindaco ha scritto una chiara lettera ufficiale al Ministero dell’Interno, chiedendo se intenda intervenire come hanno fatto altri Paesi europei? Paesi che non vogliono il rapper che inneggiava a Hitler esattamente come il sindaco ha chiarito che questa figura è distante anni luce dai valori di Reggio”.
Se tale lettera esistesse, “diremmo grazie al sindaco e saremmo lieti di poterla leggere”, spiega la leader cislina: “Sarebbe un gesto forte, che darebbe coerenza alle dichiarazioni valoriali e scioglierebbe il paradosso reggiano: città antifascista, ma una delle poche a ospitare un artista rifiutato dalle altre capitali, dove si sono mossi i governi o hanno strappato il contratto gli organizzatori privati”.
Per il sindacato di via Turri il sindaco Massari “ha ragione da vendere” quando dice che il Comune ha le mani legate sull’ordine pubblico, “ma questo non cancella il diritto, e forse il dovere, di un protagonismo istituzionale reggiano che chieda al governo di indicare la rotta che intende seguire”.
Cisl Emilia Centrale, però, si ritrova “pienamente” nelle parole del presidente dell’Istituto Cervi Vasco Errani: “Parole preziose, che pesano. Se dice ‘fermatevi’ Casa Cervi, che per i reggiani e gli italiani rappresenta il cuore che rende l’antifascismo un messaggio di cambiamento, il silenzio che ancora avvolge questa vicenda sorprende due volte”, osserva Papaleo.
Il 7 aprile scorso, ricorda infine Papaleo, “chiedemmo al sindaco di farsi carico di un’operazione trasparenza che informasse tutta la città e la rendesse orgogliosa del festival enorme che si sta costruendo”. A oltre due settimane di distanza, tuttavia, “non abbiamo ricevuto risposte ad alcuni semplici quesiti: chi finanzia questa operazione, quali sono gli sponsor, qual è il business plan generale? Quanti saranno i lavoratori impegnati nella macchina del festival e con quali contratti e condizioni? Considerando il grande impegno di risorse pubbliche per garantire, ad esempio, la sicurezza del festival, non è secondario ottenere risposte anche sul lato finanziario e occupazionale”.






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