Il caso scoppiato attorno alla situazione del Laboratorio AQ16 di Reggio Emilia, dopo la risposta fornita lunedì scorso in Sala del Tricolore dall’assessore comunale Davide Prandi a un’interrogazione di Fratelli d’Italia, ha portato ora il partito di destra a chiedere l’immediato scioglimento della giunta Massari.
Lo stesso Prandi, in una nota successiva, ha ammesso che “allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi” del centro sociale di via Fratelli Manfredi.
Per Alessandro Aragona, consigliere comunale reggiano di Fratelli d’Italia e segretario provinciale del partito, quello emerso dalla risposta del Comune “è un quadro letteralmente sconcertante. Le amministrazioni reggiane, quelle precedenti quanto quella in carica, hanno permesso per decenni che si svolgessero iniziative, eventi e centinaia di momenti di aggregazione in un locale occupato privo di qualsiasi autorizzazione”.
“Una scelta folle”, secondo Aragona, “non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello della sicurezza e dell’incolumità delle persone. Nel tentativo di strizzare l’occhio al mondo radicale in funzione prettamente elettorale, si è deciso di chiudere gli occhi su una realtà abusiva sotto ogni punto di vista, tollerando in maniera incosciente che tutto ciò avvenisse in una struttura non a norma nelle più banali misure di sicurezza. Tutto ciò appare ancora più scandaloso se consideriamo che alcuni membri della giunta attuale erano presenti anche in quella precedente”.
La richiesta di Fratelli d’Italia è drastica: “Il centro sociale AQ16 va sgomberato e la giunta immediatamente sciolta. Qua si va oltre la dialettica politica, si gioca con le vite umane. E questo a Reggio Emilia non è accettabile”.






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