Il quarto trimestre del 2025 si è chiuso con valori in leggero miglioramento per la manifattura reggiana, che ha concluso l’anno con produzione (+1,1%) e fatturato (0,6%) entrambi in aumento.
A evidenziarlo è l’ufficio studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, che ha analizzato i risultati dell’indagine congiunturale del sistema camerale sulle piccole e medie imprese (quelle fino a 500 dipendenti).
Per quanto riguarda la produzione, i dati migliori sono quelli dell’alimentare (+7,2%), della ceramica (+7,2%) e delle materie plastiche (+2%), mentre per le industrie metalmeccaniche la tendenza è stata lievemente negativa (-0,1%). Più consistente, invece, il calo per il tessile-abbigliamento (-2%) e per le industrie elettriche ed elettroniche (-1,4%).
Per quanto riguarda il fatturato, valori in crescita per l’industria alimentare (+4,6%), la metalmeccanica (+0,3%), l’industria della ceramica (+2,7%) e quella delle materie plastiche (+3,9%); male, anche in questo caso, il tessile-abbigliamento (-3,7%) e le industrie elettriche ed elettroniche (-3,3%).
Il quadro non ancora orientato verso una crescita complessiva della manifattura reggiana è evidenziato anche dal calo degli ordinativi totali: -0,3%, contro un dato medio regionale positivo (+1,6%); non è bastato il buon andamento di quelli provenienti dall’estero, che nel Reggiano hanno fatto segnare +4,1% (rispetto a un dato medio regionale di +2,4%).
Valori al di sotto della media regionale anche per le settimane di produzione assicurate dalla consistenza del portafoglio ordini (10,6 in provincia di Reggio, 12,2 nell’intera Emilia-Romagna) e per il grado di utilizzo degli impianti (70,3% contro 75%).
Per quanto riguarda le previsioni di produzione per il primo trimestre del 2026, il 52% delle imprese reggiane ipotizza una situazione di generale stabilità, il 20% vede all’orizzonte un aumento e il 28% invece una diminuzione. Sul fronte degli ordinativi, il 54% delle imprese prevede una sostanziale stabilità, il 19% un incremento e il 27% un calo (percentuali che diventano rispettivamente 53%, 23% e 24% se il riferimento è ai soli mercati esteri). Parlando di fatturato, infine, si delineano speranze di crescita per il 21% delle imprese reggiane, mentre il 51% si attende una sostanziale stabilità e il 28% teme invece un segno negativo per il primo trimestre dell’anno.







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