Fotografia Europea 2026, Zanichelli: sono gli algoritmi i fantasmi di oggi

Davide Zanichelli direttore Fondazione Palazzo Magnani – YTCS

di Ginevra Ravazzini

 

“Fantasmi del quotidiano” è il tema di Fotografia Europea 2026, che si terrà a Reggio dal 30 aprile al 14 giugno. Un appuntamento rilevante e identitario per la città, che si prepara a ospitare la ventunesima edizione del festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Mentre Reggio, grazie a Fotografia Europea, si apre a una visibilità internazionale, il tema di quest’anno invita invece a spostare l’attenzione sull’invisibile. Venti mostre tra sedi ufficiali e sedi partner, tra cui Spazio Gerra e Collezione Maramotti. Novità di quest’anno sarà l’apertura al pubblico di Palazzo Scaruffi, in via Crispi, che ospiterà una mostra curata da Walter Guadagnini dedicata ai due secoli di storia della fotografia.

L’immagine guida di questa ventunesima edizione del festival è quella del fantasma. Ma non la figura evocata dall’immaginario collettivo o dall’iconografia classica: fantasma come figura di soglia, ombra presente e assente allo stesso tempo. Un tema che apre molte potenzialità e strade narrative, sia legate al passato ma anche e soprattutto al futuro.

Davide Zanichelli, direttore della Fondazione Palazzo Magnani, sottolinea che la fotografia in quanto medium visivo ci consente di costruire progetti che astraggono dall’immagine letterale della realtà. Spingendoci dunque oltre, riusciamo ad affinare quella visione sottile in grado di cogliere potenzialità nuove e di fare luce laddove sono presenti solamente ombre.

La fotografia vede ciò che l’occhio umano da solo non può vedere. Nelle crepe della memoria, ma anche nelle tracce del futuro, riconoscibili nelle immagini del presente. Oggi, le presenze che infestano la nostra realtà si sono smaterializzate in infrastrutture immateriali, come gli algoritmi, capaci di esercitare un potere tangibile e pervasivo.

“Saremo sempre più circondati da questa dimensione invisibile che determina le nostre vite”, afferma Zanichelli: “Esiste un potere, quello degli algoritmi (totalmente invisibili), che oggi influenza l’economia e la vita sociale delle persone. Gli algoritmi sono dei non visti ma che hanno un’incidenza e un riflesso sulla vita di tutti che è incommensurabile rispetto a qualche anno fa”.

Sembra che i fantasmi contemporanei abbiano abbandonato le dimore ancestrali per insediarsi nei server, scolpire l’economia, personalizzare i feed dei nostri social e codificare il lavoro (ad esempio nella gig economy). Gli algoritmi sono dunque i nuovi fantasmi: entità prive di corpo, presenze/assenze da riconoscere per riappropriarsi di una soggettività critica.



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