La Regione Emilia-Romagna è pronta a mettere in campo altri 28 milioni di euro con un nuovo bando – in uscita nelle prossime settimane – per promuovere l’insediamento di nuove imprese agricole guidate da imprenditori e imprenditrici con meno di 40 anni: risorse, dunque, per favorire il ricambio generazionale nel settore e rafforzare la competitività del sistema agroalimentare regionale.
L’obiettivo è quello di accompagnare l’ingresso di nuove competenze, stimolare lo sviluppo imprenditoriale e rafforzare la capacità del sistema produttivo regionale di innovare, crescere e affrontare le sfide economiche e ambientali dei prossimi anni, valorizzando al tempo stesso il ruolo strategico delle nuove generazioni per il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola.
Le risorse del nuovo bando rientrano nella programmazione dello Sviluppo rurale 2023-2027, che prevede una dotazione complessiva di 100 milioni di euro destinata al ricambio generazionale, di cui 60 milioni riservati al primo insediamento, con l’obiettivo di favorire l’ingresso nel settore di oltre mille nuovi agricoltori.
I primi interventi hanno già prodotto risultati concreti: il bando 2024 ha consentito l’avvio di 221 nuove attività, con aiuti per circa 12 milioni, mentre quello relativo al 2025, attualmente in fase di istruttoria, ha registrato 268 domande ammissibili, per un importo superiore a 14,5 milioni e un fabbisogno complessivo che supera i 34,5 milioni. Complessivamente, dal 2014 sono stati destinati a questo scopo oltre 167 milioni di euro, che hanno portato all’insediamento di 1.969 nuovi imprenditori agricoli, con un’età media di 29 anni.
Il ricambio generazionale, spiega l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi, “è una condizione essenziale per garantire futuro, competitività e qualità al nostro sistema agricolo e agroalimentare. Sempre più giovani scelgono di investire in agricoltura, portando nuove competenze, innovazione e una visione attenta alla sostenibilità ambientale ed economica. È una sfida decisiva non solo per il settore agricolo, ma per l’intero sistema produttivo regionale, perché significa rafforzare la capacità delle imprese di creare valore, innovare e affrontare i cambiamenti in atto”.
“Come istituzioni – conclude l’assessore – abbiamo il dovere di accompagnare questo percorso con strumenti concreti, sostenendo chi decide di avviare un’impresa o di proseguire un’attività familiare, contribuendo alla continuità delle produzioni e al presidio dei territori, a partire dalle aree più fragili e interne. Con il nuovo bando da 28 milioni continuiamo a investire sulle nuove generazioni, rafforzando un impegno strutturale per lo sviluppo e la competitività del nostro sistema agroalimentare e costruendo le condizioni per un’agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e capace di guardare al futuro”.






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