Il Sindacato unitario dei lavoratori della Polizia locale (Sulpl) dell’Emilia-Romagna ha chiesto alla Regione di fare dietrofront dopo che la maggioranza di centrosinistra in assemblea legislativa ha dato parere contrario a una proposta di Fratelli d’Italia sulla riforma della polizia locale: un disegno di legge che, tra le altre cose, chiedeva di dotare anche la polizia locale di taser, la “pistola elettrica” già in dotazione da qualche tempo agli agenti della Polizia di Stato.
“Riteniamo che il taser, se accompagnato da una formazione adeguata e rigorosa, rappresenti uno strumento fondamentale, soprattutto nel contesto storico e sociale che stiamo vivendo, caratterizzato da un aumento delle situazioni di rischio e di aggressività nei confronti degli operatori di polizia locale”, ha detto il segretario del Sulpl emiliano-romagnolo Gianni Nicolas Brigati, ricordando che nei giorni scorsi il presidente della Regione de Pascale ha firmato un appello “giusto e doveroso, rivolto al governo, per richiedere ulteriori e necessari interventi in materia di sicurezza”.
Come Sulpl, aggiunge Brigati, “riteniamo corretto e condivisibile sostenere questa richiesta. Tuttavia non possiamo non rilevare un’evidente contraddizione tra le dichiarazioni e i fatti concreti: in Regione Emilia-Romagna è stato infatti respinto l’utilizzo del taser da parte della polizia locale. Una scelta che va in direzione opposta rispetto alle reali esigenze di sicurezza degli operatori e dei cittadini”.
Il Sulpl chiede quindi al governatore de Pascale di “rivedere questa posizione. Non vogliamo pensare che si tratti di una scelta politica: nelle discussioni politiche ci siamo noi operatori, che ogni giorno lavoriamo sulle strade, spesso senza le dovute tutele, ma sempre presenti nelle nostre città e nei nostri comuni al fianco dei cittadini. Non chiediamo privilegi, ma semplicemente di poter svolgere il nostro lavoro in modo dignitoso e sicuro. Su questi temi la politica non dovrebbe dividersi, ma procedere nella stessa direzione, offrendo risposte concrete sia agli operatori sia alla collettività”.






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