Come ci si poteva ahimè aspettare, una parte della sinistra italiana ha commesso un errore storico prima ancora che politico: trascinare il Giorno della Memoria dentro il pantano delle contingenze, delle guerre in corso, delle polemiche del presente.
Liliana Segre lo ha detto con l’autorità di chi non ha bisogno di spiegarsi: “Non si usi Gaza”. Ferruccio De Bortoli lo ha scritto senza ambiguità: il massacro del popolo palestinese – tragedia vera, feroce – ha finito per oscurare la memoria della Shoah. Che è altro. Che è unica. Che non ha equivalenti. Ogni paragone, anche animato da buone intenzioni, produce l’effetto opposto a quello dichiarato: confonde, riduce, annebbia. Trasforma l’assoluto in relativo. E il relativo, prima o poi, in opinabile.
Per questo mi ha colpito – e deluso – il post social di Elena Carletti: un carosello visivo che accosta Auschwitz, Gaza, perfino Minneapolis. Tutto insieme. Tutto sullo stesso piano. Come se il Novecento potesse essere impaginato a scorrimento, senza gerarchie, senza fratture, senza abissi. E poi Marco Massari, o chi per lui, con l’immagine compiaciuta di una “bussola etica” che deriverebbe dallo sterminio industriale nazista e fascista. Metafora discreta, idea sbagliata. Dallo sterminio non nasce alcuna bussola. Nasce solo un dovere: ricordare senza contaminare.
Persino Giorgia Meloni – che nel simbolo del suo partito porta ancora la fiamma – ha definito le leggi razziali “un’ignominia”. Parole giuste. Ma il paradosso resta. Per decenni fu la sinistra italiana a collocare l’Olocausto al vertice degli orrori. Non uno fra i tanti. Il vertice. Il punto di non ritorno della civiltà europea. Oggi, a questa sinistra, manca un po’ di Pci. Non come nostalgia. Come rigore.






Ultimi commenti
Il bello arriverà con le fatture gas e luce invernali , chi dovrebbe continua a discutere di cazzate e non dei problemi seri del paese.
Chiarimento indispensabile...non sia mai che qualcuno osi avanzare infondate accuse!
Ignoranza Artificiale: sfoggiando il pipullo non riuscirà ad indossare il casco.
… col canotto, o col gatto delle nevi? Per valutare collegialmente la flessione del titolo in borsa?
È ora di finirla con queste cattive abitudini di Zanni! Gliel'ho detto mille volte, sia a lui che ai suoi cugini Zanichelli e Orlandini, di