Ye si difende: “Non sono antisemita, amo gli ebrei, ma ho un disturbo bipolare”

Kanye West Ye Lex podcast – YT

Kanye West ha comprato un’intera pagina del quotidiano The Wall Street Journal per scusarsi per frasi e comportamenti antisemiti che in passato (e anche più di recente) lo avevano catapultato spesso al centro della bufera mediatica e social.

Il controverso artista statunitense, infatti, ha espressamente e in più occasioni rilasciato dichiarazioni pubbliche di apprezzamento nei confronti di Adolf Hitler e dell’ideologia nazista. In un’intervista del dicembre 2022, per esempio, aveva detto: “I see good things about Hitler” (una sorta di “Hitler ha fatto anche cose buone”) e “I love Nazis” (“Amo i nazisti”). Nel febbraio del 2025, sulla piattaforma X, ha scritto “Im a nazi” (“Sono un nazista”); nel suo merchandising ufficiale, a un certo punto, sono spuntate magliette e felpe con il simbolo della svastica sul petto; senza dimenticare la sua canzone “Heil Hitler”, considerata un vero e proprio inno al nazismo, che contiene al suo interno anche il campionamento di un discorso del dittatore tedesco.

Ora, con un annuncio a tutta pagina sul Wall Street Journal, sta provando a invertire la rotta: “Non sono un nazista né un antisemita”, ha scritto. “Amo gli ebrei”. In una lettera intitolata “A coloro che ho ferito”, Ye ha attribuito le sue azioni provocatorie al suo disturbo bipolare di tipo 1, che sostiene di aver sviluppato a causa di un errore medico: dopo un incidente d’auto in cui era rimasto coinvolto nel 2002, non gli sarebbe stata diagnosticata in tempo una lesione al lobo frontale.

Un passo indietro, quindi, rispetto a posizioni oggettivamente insostenibili, o forse solo un tentativo di ripulire la sua immagine ora che è pronto per tornare definitivamente sulla scena musicale con un tour mondiale che toccherà anche Reggio: unica data italiana, il 18 luglio alla Rcf Arena.

Secondo Ye, proprio a causa del suo disturbo bipolare avrebbe “perso il contatto con la realtà”, circostanza che lo avrebbe spinto a gravitare verso “il simbolo più distruttivo che potessi trovare, la svastica”. C’è però un precedente poco incoraggiante: il cantante aveva già presentato delle scuse formali alla comunità ebraica nel 2023, ma meno di due anni dopo iniziò a vendere magliette con la svastica, costringendo la piattaforma di e-commerce Shopify a chiudere il suo negozio online.

“Uno degli aspetti difficili del disturbo bipolare di tipo 1 sono i momenti di disconnessione, molti dei quali ancora non ricordo, che hanno portato a scarso giudizio e comportamenti sconsiderati che spesso sembrano esperienze extracorporee”, scrive ancora Ye sul Wall Street Journal: “Mi pento e sono profondamente mortificato per le mie azioni in quello stato, e mi impegno a essere responsabile, a curarmi e a cambiare in modo significativo. Questo, però, non giustifica quello che ho fatto”.

La lettera integrale (clic sull’immagine per ingrandire):



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