Tra venerdì 16 e sabato 17 gennaio lascerà il carcere di Brescia, dove si trova dallo scorso 6 gennaio, e sarà trasferito a Bologna Marin Jelenic, l’uomo di 36 anni di nazionalità croata ritenuto l’assassino di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni accoltellato mortalmente all’addome il 5 gennaio scorso in una zona riservata ai dipendenti del parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna.
Il 9 gennaio scorso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha convalidato l’arresto di Jelenic e ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Nell’occasione il trentaseienne si era avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa di parlare con il magistrato titolare dell’inchiesta a Bologna.
In questi giorni gli atti sono arrivati al gip bolognese Alberto Ziroldi, che dovrà pronunciarsi a sua volta sulle esigenze cautelari. Sulla vicenda sta indagando la Squadra mobile di Bologna, coordinata dal pubblico ministero Michele Martorelli.
Jelenic, fermato nella serata dell’Epifania nei pressi della stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, nel Bresciano, è accusato di omicidio con due aggravanti: l’aver agito per motivi abietti e l’aver commesso il fatto all’interno o nelle immediate adiacenze di una stazione ferroviaria.
Prenderanno il via mercoledì 21 gennaio, invece, gli accertamenti sul coltello rinvenuto vicino al luogo dell’omicidio, considerato la probabile arma del delitto, e sulle tracce di sangue trovate su una delle scarpe che indossava Jelenic quando è stato fermato a Desenzano del Garda. Saranno analizzati anche i vestiti del trentaseienne, visto che quando è stato arrestato era vestito nello stesso modo del soggetto immortalato dalle telecamere di videosorveglianza della stazione di Bologna nei momenti immediatamente precedenti e successivi al delitto. Gli accertamenti sono affidati alla Polizia scientifica di Roma: i risultati dovrebbero arrivare entro la fine di gennaio.






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