A novembre Reggio si è scoperta tra le prime dieci province più vivibili d’Italia e allo stesso tempo tra le dieci città con la più bassa densità commerciale, ovvero con il minor numero di imprese attive del commercio al dettaglio per ogni mille abitanti.
Commentando questi dati, secondo i consiglieri comunali della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini e Carmine Migale “a prescindere da classifiche sempre suggestive ma anche molto aleatorie, resta il fatto che il centro storico sta morendo sotto lo sguardo incredulo di tanti cittadini”.
Che fare, dunque? “Da tempo sosteniamo che la terapia è semplice: occorre cambiare strategia in modo radicale e lavorare per raggiungere obiettivi ben diversi, anzi opposti, rispetto a quelli che sono stati portati avanti negli ultimi quindici anni dalle amministrazioni comunali di sinistra (anche perché non ce ne sono mai state altre)”.
La strada, per Tarquini e Migale, è una sola: “Si riportino in centro i poli di attrazione che tipicamente animano le città, vale a dire gli uffici pubblici, il tribunale, la sede dell’università, gli ordini professionali, il centro per l’impiego e quant’altro. Solo così si potrà nel tempo ricreare quell’indotto di attività commerciali che fisiologicamente seguono e circondano quegli stessi uffici. Solo così si ripopoleranno gli immobili e le strade del centro e, di conseguenza, si avranno effetti positivi anche sulla sicurezza”.
Ogni altro tentativo di rianimare il centro storico, “come si affannano a proporre gli attuali amministratori organizzando eventi, mercati e spettacoli occasionali, non è altro che un mero palliativo che non salverà il paziente moribondo”. Per raggiungere l’obiettivo, però, “occorre una politica ben diversa anche sui parcheggi: si metta finalmente mano a quello dell’ex Caam e a quello dell’ex Gasometro. Si realizzino aree di sosta, ad esempio presso l’ex carcere di San Tommaso, e si costruiscano strutture anche multipiano, prevedendo varchi di accesso in centro per il transito dei veicoli e per poter raggiungere i parcheggi”.
“Ci vorranno tanto tempo, anni, e molte risorse”, ammettono Tarquini e Migale: “Ma quelle, ahimè, fino ad ora sono state utilizzate per scelte che hanno causato la desertificazione, l’abbandono e il degrado urbano. In definitiva, se si vuole davvero ricostruire la città e ridarle vita si lavori fin da subito per riportare la vita amministrativa e sociale in città. Se invece non lo si vuole fare, e si preferisce continuare a investire a nord della città e in zona ex Officine Reggiane, si evitino inutili ipocrisie e si abbia il coraggio di ammettere che del centro storico ce ne dobbiamo dimenticare e che del contrasto vero ed effettivo al suo totale e inesorabile degrado non interessa più niente a nessuno”.






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