I carabinieri di Brescello, al termine delle indagini, scattate dopo la deposizione della vittima, hanno denunciato un uomo di 41 anni con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Stando alla ricostruzione dei fatti, nel 2020 la moglie avrebbe manifestato l’intenzione di separarsi dal marito. Da allora quest’ultimo – spesso sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti – ha iniziato a maltrattarla in vari modi: umiliazioni, insulti (frasi denigratorie rivolte alla coniuge sia in casa che in luoghi pubblici), lancio di oggetti contro di lei, minacce (in particolare quando la donna insisteva per il divorzio), pedinamenti quando la moglie usciva di casa, la pretesa che quest’ultima non intrattenesse rapporti con altre persone (sosteneva che dovesse uscire solo per andare a lavorare); fino ad arrivare a vere e proprie violenze fisiche tra le mura domestiche, anche in presenza della figlia minore della coppia.
In un caso, l’uomo ha spinto la moglie che in quel momento aveva in braccio la figlia, fino a farle cadere entrambe. Lo scorso luglio invece, come hanno accertato i carabinieri, ha preteso con forza che la moglie gli consegnasse le chiavi dell’auto, in modo da impedirle di andare al lavoro, con l’obiettivo ultimo di farla licenziare: in tale circostanza il quarantunenne l’ha fatta cadere a terra, trascinandola poi per i capelli e causandole lesioni che hanno richiesto un accesso al pronto soccorso, da dove è stata dimessa con una prognosi di 12 giorni.
La Procura di Reggio, alla luce di quanto emerso, ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’applicazione nei confronti dell’uomo di alcune misure cautelari: l’allontanamento dalla casa familiare, con l’assoluto divieto di farvi ritorno senza un’autorizzazione del giudice, il divieto di avvicinamento alla vittima e il divieto di comunicazione. Il quarantunenne non potrà avvicinarsi all’abitazione dove vivono moglie e figlia né ai luoghi abitualmente frequentati dalla coniuge, dovendo mantenere da questi una distanza di almeno 500 metri; non potrà inoltre tentare di comunicare con lei con nessun mezzo e in nessun modo, nemmeno per interposta persona.
Per vigilare sul rispetto del provvedimento, è stata prevista anche l’applicazione di un dispositivo di controllo a distanza, il cosiddetto “braccialetto elettronico”.






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