Nella notte tra giovedì 31 luglio e venerdì primo agosto è morta all’età di 72 anni, nella sua casa di Bagnolo in Piano, Concetta Tornatore, ex professoressa di disegno dal vero e discipline pittoriche al liceo artistico Gaetano Chierici di Reggio, scuola alla quale aveva dedicato praticamente tutta la sua carriera lavorativa e che aveva lasciato solo da pochi anni per andare in pensione.
“Si è sentita male”, ha raccontato la figlia Sara Fornaciari, “ha chiamato il 118, poi il malore improvviso. L’hanno trovata accasciata a terra, davanti alla porta che non è riuscita ad aprire”. Il funerale è in programma sabato 2 agosto, con partenza alle ore 16 dalla Croce Verde di Reggio, per raggiungere poi il cimitero di Coviolo, dove sarà cremata.
La dirigente dell’istituto scolastico Elena Ferrari e tutta la scuola “si uniscono al dolore della famiglia, si stringono in un grande abbraccio verso di lei per l’ultimo saluto e nel cordoglio verso i suoi cari”, in particolare le figlie Sara e Silvia Fornaciari e le nipoti Agata e Melissa.
Originaria di Potenza, Concetta Tornatore aveva studiato all’Accademia di belle arti di Roma, aveva insegnato per qualche anno a Bologna e poi si era trasferita a Reggio, essendo entrata di ruolo all’istituto Chierici, dove poi era rimasta fino alla pensione.
“Era una mente libera e creativa”, la ricorda la figlia Sara: “Una mamma e una nonna orgogliosa del suo lavoro e delle sue nipoti, a cui voleva un bene dell’anima. Amava tantissimo i suoi studenti, dai quali era ricambiata con grande affetto. Con molti di loro era rimasta in contatto e li vedeva ancora. Ha partecipato, con le sue classi, a diverse mostre, concorsi e progetti, lavorando anche in ore extracurricolari. Ricordo, tra i tanti, il progetto per le decorazioni e la pittura delle panchine del parco Augusto di Novellara. Era attivissima, impegnata e grata al suo lavoro, grata di poter lavorare con tutta la passione del mondo. Esprimeva la sua creatività anche nella vita privata in ogni modo, a casa costruiva diversi oggetti d’ogni tipo con materiale riciclato”.
Tra le ex colleghe e gli ex colleghi, un ricordo commosso per tutti è arrivato della docente di discipline pittoriche Savina Lombardo: “Per me è stata un grande esempio di professionalità, oltre che una carissima amica. Sono profondamente addolorata, non ci sono parole…”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno