Si è concluso nel tardo pomeriggio di mercoledì 26 febbraio l’incontro tra la Regione Emilia-Romagna (rappresentata dall’assessore Paglia), la Provincia di Reggio (rappresentata dal presidente Giorgio Zanni), il Comune di Reggio (rappresentato dal sindaco Marco Massari e dal capo di gabinetto Marco Pedroni) e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla questione dei lavoratori e delle lavoratrici di Inalca.
La questione è ormai ben nota: nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi è divampato un enorme incendio in via Due Canali a Reggio, distruggendo uno stabilimento industriale adibito alla lavorazione di carni fresche della ditta Inalca e un edificio di Quanta Stock&Go adibito a magazzino di alimenti. Le conseguenze del rogo sono ricadute in primis su oltre 400 lavoratori e lavoratrici, che ora vedono a rischio il proprio posto di lavoro per come è stato finora.
La Cgil, in particolare, ha chiesto di accelerare i tempi uscendo al più presto dalla fase della “gestione dell’emergenza”, che sta prevedendo il ricorso agli ammortizzatori sociali e alle trasferte sugli altri siti trasformativi di Inalca, a partire da quello di Piacenza, per approdare alla fase successiva.
Per Cristian Sesena, segretario generale della Camera del lavoro reggiana, “quello che è accaduto è stato un disastro per la città che richiede che il tempo dell’emergenza lasci il posto al più presto a quello della prospettiva. Esisteva un sito in via Due Canali che deve essere destinato e il cui destino ci interessa, interessa i residenti e interessa i lavoratori di Granterre che sono ancora lì e vorrebbero capire cosa succederà anche a loro”.
“Dovrà esistere – è la richiesta della Cgil reggiana – un nuovo sito industriale a Reggio su cui il gruppo Cremonini deve al più presto riprendere a rioperare. La reindustrializzazione è una condizione per noi centrale, perché da essa dipende il destino dei lavoratori colpiti e anche di eventuali future possibilità occupazionali. L’impegno in tal senso, garantito oggi con convinzione da Regione, Comune e Provincia, ci conforta ed è un bel segnale da inviare alle maestranze”.
Nei loro interventi anche le sigle Flai-Cgil e Filt-Cgil hanno insistito sulla necessità di offrire ai lavoratori un percorso chiaro da subito: il peso delle trasferte a Piacenza, Pegognaga, Lodi e Modena “è gravoso e non può trascinarsi per un tempo indefinito. Preoccupano anche le condizioni dei lavoratori degli appalti, che hanno meno chance di rioccupazione in altre realtà e rischiano di vivere nell’immediato una maggior perdita salariale”.
La Regione Emilia-Romagna, dal canto suo, ha condiviso gli obiettivi generali (la salvaguardia occupazionale totale e la reindustrializzazione) e si è resa disponibile a facilitare il raggiungimento degli equilibri economici necessari a far sì che le imprese facciano appieno la loro parte. Il Comune di Reggio ha già individuato alcuni potenziali siti utilizzabili e già urbanizzati, e ha sposato la necessità di coinvolgere al più presto le imprese interessate: dopo questo incontro, dunque, il confronto si allargherà includendo – come da richiesta sindacale – anche il fronte imprenditoriale.






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Ma è Vannacci o Alberto Sordi nei panni di Nando Mericoni?
Grande! Evviva l'a sè sore al cerchiobottismo!
...zzo! In effetti si sentiva il bisogno di una forza centrorifromistanèdidestranèdisinistra dalle radici democristianucole ma anche laiche però non troppo e che guardi alle reali