Giovedì 6 febbraio dalle ore 17 la sala del Planisfero della biblioteca Panizzi di Reggio ospiterà la proclamazione dell’esito della sesta edizione del premio letterario nazionale di narrativa “Silvio D’Arzo”, l’evento culturale indetto dall’associazione che dal 2011 riunisce appassionati e cultori della poetica dello scrittore reggiano. La partecipazione è a ingresso libero.
Fu Luciano Serra a proporre studi sistematici sul suo compagno di studi, dopo aver dato alle stampe l’edizione completa dei suoi ricordi e delle sue ricerche su Ezio Comparoni (“All’insegna di Silvio D’Arzo. Ipotesi e sorprese”, 2010).
La cerimonia ufficiale, condotta da Elisa Pellacani, dopo il saluto del dirigente dell’assessorato alla cultura del Comune di Reggio Nando Rinaldi prevede la lettura, da parte del professor Paolo Briganti (presidente della giuria di esperti che ha esaminato le opere proposte), del verdetto finale e l’assegnazione del premio e dei riconoscimenti previsti. A seguire, gli interventi degli autori e delle autrici premiati, oltre alla lettura di alcune parti delle opere finaliste a cura di Faustino Stigliani e Veronica Strazzullo, con accompagnamento musicale a cura di Omar Rizzi.
A conclusione dell’iniziativa è prevista la presentazione in anteprima dell’opera “Nostro lunedì. Tre testi darziani”, a cura del professor Antonio Petrucci, giornalista e critico, che s’inserisce nel novero degli scritti editi – in occasione della ricorrenza del centenario della nascita di D’Arzo – dalla casa editrice Consulta. A seguire ci sarà il firmacopie dell’autore o dell’autrice dell’opera vincitrice del premio, che sarà pubblicata nella collana “Tracce dall’Appennino al Po”.







Ultimi commenti
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.
Scusi signor Salsi ma a me lei dal suo profilo mi sembra solo l'ennesimo amico dell'amico a cui il comune gira una caterva di soldi […]