Attore, regista e anche cantante, fotografo e interprete, scrittore: sembra impossibile che Carlo Barsotti, in una sola vita, abbia fatto così tante cose, ma ciò per cui in questo momento viene ricordato a Reggio Emilia, dai tanti che gli sono stati amici e che lo hanno conosciuto, è il suo grande interesse e la sua passione per la filosofia educativa di Reggio, per le sue scuole e i suoi nidi e per la figura di Loris Malaguzzi.
Artista, livornese di nascita (era del 1939), convinto sostenitore delle idee del comunismo, se ne è andato ieri nella ormai “sua” Stoccolma, città che aveva eletto a propria residenza dopo aver sposato la svedese Anna. Ed è grazie ad Anna che aveva incontrato per la prima volta Reggio Emilia. La prima di tante altre volte.
Era rimasto incantato da ciò che aveva visto alle scuole Diana e Michelangelo, durante un viaggio in Italia fatto assieme ad Anna e a Gunilla Dahlberg, altre due figure che tanta parte avranno nella diffusione del Reggio Emilia Approach nell’Europa del Nord.
L’incanto si era tradotto negli anni in alcuni film dedicati a Reggio: “L’uomo di Reggio Emilia”, su Loris Malaguzzi, “Il bambino ha cento linguaggi” e il successivo “Il salto sopra al muro”, che parafrasava il titolo della mostra “L’occhio se salta il muro”.
Grazie a lui, nel 1981, la Mostra “I cento linguaggi dei bambini” aveva trovato spazio in uno dei luoghi più prestigiosi di Stoccolma, il Modern Museet.
Barsotti era uomo di relazioni e aveva saputo, sempre con Anna, creare un ponte tra l’Italia e la Svezia, facendo conoscere nell’Europa del Nord – in periodi in cui le informazioni non viaggiavano così veloci come ora – alcune eccellenze Italiane: Scuole e Nidi di Reggio Emilia e Reggio Children, ma anche il nome di Carlo Petrini (diventerà infatti ambasciatore di Slow Food in Svezia) e, soprattutto, Dario Fo, con cui ha lavorato a stretto contatto: aveva tradotto in svedese alcune sue opere che poi aveva messo in scena a Stoccolma, aprendo così le porte alla consegna del Premio Nobel per la letteratura, che Re Gustavo di Svezia metterà nel 1997 nelle mani del drammaturgo e attore italiano.
Vulcanico, appassionato, impetuoso, era di casa a Reggio Emilia, dove ora Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Reggio Children e Fondazione Reggio Children Centro Loris Malaguzzi lo ricordano con affetto e si stringono alla cara moglie Anna.
Nella foto, Carlo Barsotti con Loris Malaguzzi durante le riprese del film “L’uomo di Reggio Emilia”.






Ultimi commenti
questo doveva essere il candidato civico che scalzava i politici??? som a post!
beh che dire, degrado del tutto previsto da noi della destra, forse non è abbastanza evidente per gli stolti di sinistra che riempire di feccia
Ieri era troppo caldo.
Forse, caro Sindaco, sarebbe ora di risolvere i problemi della città che governa già da tempo. Prima di andare a fare danni al governo pensi […]
È lo stesso uomo che circa due settimane fa era stato recuperato dai vigili del fuoco aggrappato esternamente ad un palazzo molto in alto, mentre […]