Il regista Andrea Segre sarà al Cinema Raffaello di Modena, domenica 10 novembre alle 16.30, per presentare il suo ultimo film: “Berlinguer – La grande ambizione” con Elio Germano, premiato come migliore attore al Festival del Cinema di Roma. La proiezione è un’anteprima del Modena Viaemili@docfest, il festival del cinema documentario in programma al Cinema Astra dal 14 al 17 novembre e curato da Arci Modena e Ucca con il sostegno del Comune di Modena, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione di Modena. Domenica 10 novembre il regista incontrerà il pubblico prima della proiezione per presentare il film insieme a Roberto Roversi, presidente Ucca e Alfonsina Rinaldi, sindaca emerita di Modena, presente nel film. Si può prenotare biglietto sul sito del Cinema Raffaello.

Quando una via sembra a tutti impossibile, è necessario fermarsi? Non l’ha fatto Enrico Berlinguer, segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale, con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori, uniti dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia. Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il PCI tentarono per cinque anni di andare al governo, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la storia. Dal 1973, quando sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca, le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere, fino all’assassinio nel 1978 del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro: la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica, privato e collettivo, erano indissolubilmente legati.







Ultimi commenti
Dovresti collaborare con cruciani (la minuscola è voluta) alla trasmissione della zanzara
Sottoscrivo in toto le considerazioni di Fabiola. Anch'io non La conosco, ma, se nella descrizione di un evento come questo, Lei riesce a non fare
Al boia vile repubblicano!
sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.