Slitta di una settimana la discussione in Consiglio comunale sull’Archiginnasio d’oro, il maggior riconoscimento del Comune a personalità del mondo dell’arte, della cultura e della scienza, la Giunta Lepore vorrebbe assegnare a Romano Prodi, l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea nato a Reggio, ma bolognese d’adozione. Lo ha deciso lo stesso sindaco Matteo Lepore perché “le parti abbiano ulteriore tempo per riflettere”. Sul nome di Prodi, infatti, si è acceso l’ennesimo teatrino politico, con i consiglieri di centrodestra che hanno annunciato voto contrario a una scelta che giudicano “divisiva, imposta e non condivisa con le opposizioni, che la giunta Lepore vuole utilizzare come una clava politica” e rimane “distante dalla volontà di unire”.
“Non faremo mancare il nostro supporto alla candidatura di uno dei padri della Repubblica, una figura di grande rilievo internazionale, un orgoglio per la nostra città dal punto di vista istituzionale e un punto di riferimento per i cittadini bolognesi, anche per chi non lo ha mai votato”, ha tuttavia assicurato il sindaco Lepore, invitando le opposizioni a “riconoscere come abbiamo fatto noi in altri casi il valore delle persone e delle istituzioni, che viene prima della propria parte politica”.
Il riferimento è all’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, l’unico a sonfiggere la sinistra sotto le Due Torri, a cui sono stati dedicati dal Comune una medaglia al valore civico ed anche una piazza.
Un appello, quello lanciato da Lepore anche attraverso la pausa di riflessione, che rischia però di cadere nel vuoto visto che Fratelli d’Italia continua a ribadire il proprio “no”, i capigruppo di Lega e Forza Italia hanno annunciato che non parteciperanno al voto e solo i civici di “Bologna ci piace” si sono detti possibilisti («Valuteremo il da farsi»).
Ovviamente anche senza i voti del centrodestra, l’Archiginnasio d’oro andrà ugualmente a Romano Prodi (nel 2020 lo stesso riconoscimento era stato assegnato, postumo, al fratello Paolo, storico e accademico scomparso nel 2016). Ma un Consiglio comunale spaccato in due sminuirebbe indiscutibilemente il valore dell’Archiginnasio d’oro a uno dei principali protagonisti della vita politica italiana ed europea.






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