C’è chi ha raccontato che per pulire tutti i cristalli dell’astrolampo, ad uno ad uno, sevono due giorni interi di lavoro. Chi ha ricordato di quella volta che il canto di un grillo rischiò di fare andare a monte un concerto di un quartetto d’archi. Chi parlava di quella volta in cui una botola, invece di andare giù, andò su ed apparve un tavolo che nulla c’entrava con la scena. Il "Teatro al contrario", viaggio inedito raccontato dagli stessi lavoratori del Teatro Municipale Valli, direttore compreso, ha fatto sì che nei due giorni di Reggionarra 2018, sabato e domenica, circa 2000 persone, tra bambini e adulti, siano entrati al Teatro Municipale Valli per ammirarne i velluti e conoscerne i segreti. Qualcuno si è affacciato semplicemente nella Sala di spettacolo, qualcun altro si è spinto fino alle Terrazze per l’aperitivo, altri ancora hanno voluto – gambe in spalla – scendere nelle viscere del Teatro per poi risalire fino in cima, in un viaggio che ha lasciato tutti a bocca aperta.
Occhi sgranati, telefonini impazziti a forza di selfie, emozione corale a calcare quelle tavole del palcoscenico dove debuttò un artista come Pavarotti, dove era di casa Claudio Abbado, dove i più grandi artisti si sono esibiti e si esibiscono.
I bambini hanno avuto il "privilegio" di aprire e chiudere il sipario, hanno fissato increduli la storica macchina della pioggia e del tuono, gli adulti hanno spaziato in quella meraviglia che è la Sala dei Pittori. Centralino preso d’assalto anche quando le prenotazioni erano abbondantemente chiuse, ma la promessa del Teatro, che ringrazia tutti coloro che hanno partecipato con così tanto entusiasmo, è che tutto ciò si ripeterà in tempi brevi. Molti dei visitatori hanno voluto anche contribuire economicamente al progetto di ristrutturazione della Sala Verdi: sono stati raccolto circa mille euro. Ne servono tanti ancora, ma la raccolta fondi continua.






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