Palazzo Diamanti. Achille Funi, maestro del Novecento tra storia e mito: 7 incontri

057_Maternità, 1921, Achille Funi. Collezione privata courtesy Galleria Berman, Torino

Sette incontri, il 9 novembre il primo, il 25 gennaio l’ultimo, per approfondire la grande retrospettiva “Achille Funi. Un maestro del Novecento tra storia e mito” allestita sino al 25 febbraio a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Il ciclo di approfondimenti, insieme alla mostra, intende illustrare il percorso di un artista moderno votato però alla classicità che, attraverso un’appassionata ricerca sulle tecniche e sulle forme pittoriche, seppe conquistare un posto di primo piano nel panorama dell’arte italiana del XX secolo.

Tutti gli incontri saranno ospitati presso la Sala Rossetti di Palazzo dei Diamanti, con inizio alle 17, ad ingresso libero sino all’esaurimento dei posti. Il ciclo di conferenze è a cura della Fondazione Ferrara Arte e del Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara. Dettagli su www.palazzodiamanti.it

Il primo appuntamento, giovedì 9 novembre, sarà “Alla scoperta di Achille Funi attraverso il percorso espositivo”. A condurlo, Nicoletta Colombo responsabile dell’Archivio Achille Funi, co-curatrice della mostra. Introduce Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte.

Nei giovedì successivi si succederanno Danka Giacon, Elena Pontiggia, Lucio Scardino, Serena Redaelli, Chiara Vorrasi e Daniela Ferrari, che affronteranno alcuni aspetti inediti e i rapporti dell’artista ferrarese con le avanguardie italiane e francesi o ne analizzeranno la figura anche alla luce di recenti studi.

Il tutto sullo sfondo della grande rassegna allestita ai Diamanti, a proposito della quale Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, ribadisce: “Celebrare Achille Funi vuol dire celebrare uno dei più significativi pittori della prima metà del Novecento, nonché focalizzarsi su un momento fondamentale della storia artistica della nostra città, impresso ancora oggi sulle pareti e sul soffitto della Sala dell’Arengo del Palazzo Municipale, luogo aperto alla cittadinanza, dove Funi ha raccontato Il mito di Ferrara, straordinario ciclo decorativo realizzato tra il 1934 e il 1937”.

Marco Gulinelli, assessore alla Cultura di Ferrara, sottolinea che “Ferrara rende omaggio a questo suo artista visionario, un maestro della pittura del Novecento, con una ricchissima esposizione a Palazzo dei Diamanti tra dipinti, acquerelli, disegni e cartoni preparatori per gli affreschi, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane e straniere”.

“Si tratta di un progetto straordinario – grazie al fondamentale lavoro delle curatrici Nicoletta Colombo, responsabile dell’Archivio Achille Funi, Serena Redaelli e Chiara Vorrasi –, che si inserisce nella volontà dell’Amministrazione Comunale di celebrare e valorizzare i grandi artisti ferraresi con esposizioni di altissimo profilo scientifico volute dal presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi e coordinate dalla Fondazione Ferrara Arte diretta da Pietro Di Natale”.

Vittorio Sgarbi, presidente Fondazione Ferrara Arte e ideatore della retrospettiva, afferma: “Questa mostra corona un percorso già intrapreso dalla Fondazione che presiedo con altri artisti quali Gaetano Previati, Giovanni Battista Crema, Arrigo Minerbi (al Castello Estense fino al 26 dicembre) e con Rinascimento a Ferrara. L’obiettivo è ‘tornare a Ferrara’, far vedere la grandezza di Ferrara nell’antico e nel moderno. Achille Funi ne è la sintesi: è l’artista che più di tutti sente la coscienza viva del Rinascimento e ne incarna la modernità. Insieme a Giorgio de Chirico, Funi rappresenta la dimensione internazionale di Ferrara nel Novecento”.

Nicoletta Colombo, curatrice della mostra insieme a Serena Redaelli e Chiara Vorrasi, di Funi sottolinea che: “Vissuto nella crisi che ha caratterizzato il XX secolo, ne ha attraversato le vicende e i movimenti da protagonista, con quel suo modo di vivere la contemporaneità con innato spirito filosofico, tanto da sembrare un uomo del Quattrocento, un umanista involontariamente calato nella modernità. Prima futurista moderato, poi tra i fondatori del Novecento italiano, insieme a Mario Sironi è stato tra gli affrescatori più importanti a livello internazionale”.

“La mostra ora ospitata a Ferrara, città che gli diede i natali, è la più importante rassegna antologica dedicata a questo grande maestro negli ultimi cinquant’anni, e riporta alla memoria la precedente, rilevante rassegna postuma a lui dedicata, realizzata nel 1976 sempre a Palazzo dei Diamanti. Raccoglie infatti oltre 130 opere, di cui almeno otto inedite, mai esposte al pubblico prima, e altre otto ritrovate grazie a segnalazioni e a un importante lavoro di archivio”.