Continuiamo a scuriosare negli angoli nascosti e non della nostra città. Abbiamo calpestato l’erba del parco di Piazza San Zenone (non ci sono cartelli tipo “vietato calpestare le aiuole”); ci siamo infilati, prima, in una porzione di via Del Portone per imboccare, poi, il misterioso vicolo, anche se denominata via, dedicato al pittore Alfonso Chierici, che taglia via Franchi, per sbucare dietro il palazzetto dello sport. Ignoriamo, almeno temporaneamente, via Guasco e piazza Gioberti. Giriamo a destra e iniziamo a calcare l’ultimo tratto di via Emila Santo Stefano, ci fermiamo alla Porta e ritorniamo sui nostri passi per infilarci in via Monte Pasubio, che ci saluta con una spelacchiata aiuolona, che vive all’incrocio con via Paolo Davoli (partigiano), dietro la famosa Villa Cucchi. Preso fiato, finiamo sull’ammaccato marciapiede di via San Palo per scomparire nell’arcano vicolo Leone.






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Sempre articoli "completi" ricchi di "polpa" culturale, intrisi di rappresentazione di decenni. Come a solito Fangareggi e' sul pezzo, e' un personaggio "intriso" di cultura […]
Un buon risultato che incoraggia, anche per i giovani che possono avviare imprese. Il Governo dunque non è un disastro come dicono il Pd e
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo