Nel Partito democratico di Elly Schlein, la nuova segretaria che sta portando il Pd in risalita nel gradimento degli elettori, almeno stando ai risultati dei sondaggi, crescono però anche le correnti. Il Partito democratico appare sempre più oggi come una realtà balcanizzata nella sua geografia politica: da Piazza Grande dell’ex segretario Nicola Zingaretti, a Base riformista di Lorenzo Guerini, alla sinistra di Andrea Orlando, all’Area dem di Dario Franceschini, a quelle del gruppo di Articolo Uno di Roberto Speranza, di Gianni Cuperlo, degli amici dello sconfitto alle primarie e ora presidente del partito Stefano Bonaccini, e degli ex lettiani che si riconoscono in un Nuovo Ulivo.
Nel frattempo per il varo della segreteria bisogna attendere la prossima settimana. Lo schema al quale sta lavorando la segretaria, stando a quanto si apprende, prevede l’ingresso di alcuni esponenti della minoranza dem, in nome della “gestione unitaria” su cui si erano detti d’accordo tanto la leader dem quanto il presidente del partito. Il braccio di ferro sui capigruppo, risolto con l’elezione di Francesco Boccia e Chiara Braga, ha messo a rischio questa linea che, tuttavia, oggi sembra reggere. Lo dimostrerebbe anche la scelta della minoranza di non presentare candidati alternativi a quelli di Schlein, eletti per acclamazione.






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