Condividiamo il sentimento di conforto che la candidatura di Gianni Cuperlo ha suscitato e diffuso tra gli iscritti e gli elettori del PD e siamo felici di far nascere a Reggio un comitato a suo sostegno. Questo dovrebbe essere un congresso costituente: tutti i programmi a sostegno di ogni candidato condividono l’obiettivo di rifondare il PD, come perno di un centrosinistra ricostituito. Il cammino, lungo, è dentro la critica a quella globalizzazione che rende disuguale le vite e alla politica agita per interesse personale. Rifondare il PD significa affermare davanti al Paese l’equilibrio sociale tra welfare universalistico, impresa, ecologia. Aver teorizzato e praticato la via liberista e il governismo fino a ieri non rende però tutti i candidati credibili in ugual misura a rivendicare oggi il cambiamento progressista come unica garanzia di un mondo più giusto e uguale. Oggi, in una Italia nella quale l’inflazione media al 10,9% ha sottratto alle famiglie 100 euro solo per pane, pasta, farina e riso, il reddito da lavoro non garantisce più una vita dignitosa, la fortuna di un giovane dipende quasi esclusivamente dalla famiglia di provenienza, la democrazia è diventata censitaria perché l’astensione alle ultime politiche è stata più alta di 15 punti percentuali tra i poveri. In un’Italia nella quale il centrosinistra ha perso 6 milioni di elettori e la destra sociale governa con gli stessi milioni di voti di 4 anni fa, dopo 8 anni di governi su 9 composti anche dal nostro partito. I nostri iscritti ed elettori serbavano sicuramente aspettative diverse da questo congresso: una rifondazione prima di tutto ideale e culturale del partito, svolta lontano da un caotico clima agonistico, che genera conformismo e favorisce posizionamenti di interesse. Testardamente controcorrente come dieci anni fa, garantiremo ai reggiani un congresso a beneficio della sinistra.
Paolo Dallasta, urbanista e capogruppo PD Guastalla e Bassa Reggiana
Federico Franzoni, dottorando e vicesegretario PD Cavriago
Federico Massari, dipendente pubblico e vicesindaco di Rubiera
Matteo Panari, docente e assessore alla politiche sociali San Martino in Rio







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno