In merito alla vicenda del Qatar che sta scuotendo le istituzioni europee, ha scritto nelle scorse ore sui social il governatore dell’Emilia Romagna e candidato alla segreteria del Pd, Stefano Bonaccini: “Nessuno può pensare alla politica e ai partiti come strumenti di pressione a disposizione di interessi privati. Neppure quando legittimi.
Ancor più oltraggioso, e inaccettabile, è se tali interessi sono quelli di Paesi stranieri. Che vogliano mostrarsi con una faccia pulita mentre negano i diritti delle persone, che vogliano interferire sugli esiti elettorali o sulla qualità democratica di altri Stati, o che vogliano determinare un orientamento diverso nella politica estera altrui, la sostanza è sempre una: questi Paesi violano la nostra sovranità (o quella europea) e la principale funzione della politica e della democrazia. E chi si mette al loro servizio tradisce le proprie istituzioni, il proprio compito e i valori ad essi preposti.
Costruire un sistema di prevenzione rispetto a queste forme di influenza, o vera e propria ingerenza (e non solo quando di tipo apertamente corruttivo), è compito anche dei partiti.
Esiste certamente un tema di regole e trasparenza nelle istituzioni, ma nessuna legge potrà mai sostituirsi alla responsabilità della funzione autonoma della politica, libera da condizionamenti, che fa vivere le istituzioni e non le occupa. È la questione morale di cui ci ha parlato Enrico Berlinguer.
Nel Pd la rappresentanza degli interessi collettivi non consente forme di coesistenza o intreccio con la rappresentanza di interessi privati. Chi la pensa diversamente deve stare o essere messo fuori.
Dire “la magistratura faccia luce” non basta: io sono un garantista sempre e processi preventivi, mediatici non ne faccio e non ne accetto. Questo nulla c’entra però con la questione morale nel senso che ho indicato: ciò che sta emergendo è incompatibile con la nostra comunità, i nostri valori e la nostra funzione, a prescindere dal Codice penale. Nessuna ambiguità, nessun tentennamento.
Aggiungo però una cosa: la delegazione del Pd al Parlamento europeo, per quanto a mia conoscenza e per quanto ho potuto verificare negli atti e nei rapporti col Qatar, ha sempre agito con la schiena dritta e in modo inequivocabile, mettendo al centro quei diritti civili e sociali che sono a fondamento del nostro partito.
Perché su un punto non si discute: se l’onestà personale deve essere un prerequisito per l’esercizio della politica – per ogni attività economica e sociale, sia chiaro, ma certamente a partire da chi ricopre funzioni pubbliche – la questione morale deve essere in testa alle nostre priorità. Non c’è sano e vero garantismo senza l’esercizio di questa responsabilità.
Chi pensa e agisce al contrario non può far parte del PD, in nessuna maniera o ruolo”.






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