“Esprimo vicinanza e solidarietà a Roberto Saviano, a nome mio personale, della Regione e di tutta la comunità emiliano-romagnola. Che ritenga di dover rinunciare a partecipare a due incontri previsti al teatro Valli di Reggio, anche per non esporre i presenti a pericoli, è un monito che non può essere sottovalutato”: si è espresso così il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini dopo che lo scrittore e giornalista, con una lunga lettera indirizzata alla Fondazione I Teatri di Reggio, che lo aveva invitato in città, ha rimandato i due appuntamenti reggiani di presentazione del suo libro “Solo è il coraggio”, dedicato alla storia del giudice antimafia Giovanni Falcone.
“Rinuncio adesso perché vivere in queste settimane occasioni pubbliche, per me, è difficile”, ha detto Saviano riferendosi al recente processo – nato da una querela di Giorgia Meloni – nel quale è imputato con l’accusa di diffamazione: “L’esposizione fisica preoccupa me e chi mi sta attorno, perché l’odio è tangibile e non esiste alcuno scudo”.
Una rinuncia, ha commentato Bonaccini, “che fa ancora più male in una terra dove valori comuni e condivisi di libertà e civica convivenza ci vedono lavorare insieme come istituzioni, società civile e associazioni, penso in particolare a Libera e ad Avviso Pubblico, contro le mafie e l’infiltrazione della criminalità organizzata. A partire dalla prevenzione nelle scuole fino alla collaborazione costante e continua con magistratura, inquirenti, tutte le forze dell’ordine, che ringrazio per l’attività incessante e quotidiana che portano avanti. Grazie a loro si sono svolte e si stanno svolgendo inchieste rilevanti, a partire da Aemilia, il cui processo come Regione abbiamo voluto si potesse svolgere proprio qui, in Emilia-Romagna. A Roberto Saviano va un forte abbraccio: abbiamo bisogno della sua voce e della sua testimonianza, per un impegno che deve essere anche di tutti noi”.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,