Mercoledì 12 ottobre alle 20.30 il teatro municipale Valli di Reggio ospiterà uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione 2022 del Festival Aperto, quello con l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai diretta da Tito Ceccherini, con Maurizio Baglini al pianoforte.
Il programma, che compie una traiettoria originale ed eccentrica, prevede in apertura “Tre quadri”, concerto per pianoforte e orchestra di Francesco Filidei (che tra le altre cose è responsabile musicale del Premio Paolo Borciani della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia), commissionato a uno dei compositori italiani più apprezzati in ambito internazionale dal Festival Milano Musica, dalla Casa della musica di Porto e dal Festival internazionale di musica contemporanea “Autunno di Varsavia”.
“Tre Quadri è il terzo concerto per strumento solista e orchestra che scrivo”, ha spiegato Filidei, “e il primo che vede il pianoforte come protagonista. Mentre gli altri due lavori comportano un solo movimento, probabilmente la grande tradizione propria al concerto per pianoforte mi ha portato a concepire questo lavoro in tre parti di andamento contrastante. Il concerto inizia con il quadro più ampio: “November”, un viaggio tra episodi che alternano il pianissimo al fortissimo, il grave all’acuto, il cantabile all’ossessivo. Si prosegue con una “Berceuse” centrale, dal carattere più intimo e chopiniano (che pure nasconde una struttura algoritmica ferrea). E si termina con “Quasi una bagatella”, uno scherzo costruito sul primo movimento del Concerto imperatore dell’immancabile Beethoven”.
A seguire Four Norwegian Moods di Igor’ Fëdorovič Stravinskij, le “Quattro atmosfere norvegesi” composte nel 1942 e ispirate a melodie nordiche magistralmente ricreate dal grande compositore russo, e la Sinfonia n.9 in mi bemolle maggiore op. 70 di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič: scritta nell’agosto del 1945 per celebrare la vittoria di Stalin sul nazismo, la partitura si distingue dai toni epici e nazionalistici delle due sinfonie precedenti per la sua scrittura leggera e scanzonata, di piacevole taglio neoclassico, fattore che attirò al compositore non poche critiche, soprattutto tra le alte personalità del regime sovietico.







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