Le parole della vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein su Giorgia Meloni (“C’è differenza tra leader femminile e leader femminista: lei guida un partito che relega le donne al ruolo di welfare vivente”), che hanno innescato un dibattito sul presunto non-femminismo della leader di Fratelli d’Italia, non potevano certo passare inosservate, soprattutto in queste settimane di intensa campagna elettorale che separano l’Italia dal voto del 25 settembre: e infatti, come era prevedibile, a stretto giro sono arrivate le reazioni degli esponenti del partito di punta della coalizione di centro-destra.
“In questi giorni stiamo vedendo il peggio della politica di sinistra: il Pd vuole dare lezioni di “femminismo” a Giorgia Meloni dicendo che lei è una donna ma è maschilista, mentre Letta sarebbe un uomo ma femminista”, ha replicato il deputato reggiano di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci, secondo cui “questo improbabile teorema, portato avanti non solo dal segretario ma anche da altri illustri esponenti del Pd, è già di per se surreale”.
Ma per Vinci “è ancora più incredibile che affermino ciò visto che proprio il Partito Democratico non fa rispettare neanche la normativa sulle quote rosa in vigore dal 2014, la cosiddetta legge Delrio, che prevede una quota di genere pari al 40% nelle giunte comunali. Un esempio chiaro è il Comune di Gattatico, feudo della sinistra, noto perché proprio lì ha sede Casa Cervi: dal 2019 la giunta comunale è composta da quattro uomini e una donna, il 40% è ben lontano dall’essere rispettato”.
Nell’amministrazione comunale di Gattatico, in effetti, la “quota rosa” è rappresentata dalla sola vicesindaca Federica Costi (più la consigliera con delega Giulia Gatti), a fronte di quattro assessori maschi; ma la legge prevede per le giunte dei Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti che “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”.
“A nulla – ha sottolineato Vinci – sono servite le interrogazioni dell’opposizione e le segnalazioni al prefetto: il Comune ha persino indetto un bando pubblico al quale hanno partecipato tre donne per il posto da assessore ma nulla, al sindaco non andavano bene; a quanto pare a Gattatico solo una donna può fare l’assessore – o assessora, come piace chiamarle al Pd. Il segretario Letta predica bene ma razzola male: che venga a Gattatico, magari per mangiare una pastasciutta a Casa Cervi, così potrà dare lezioni di femminismo al sindaco”.







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