Venerdì 26 marzo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori del trasporto pubblico locale

autobus Seta

Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna hanno indetto per la giornata di venerdì 26 marzo uno sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori del trasporto pubblico locale a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale del settore; per la stessa giornata, inoltre, il sindacato Usb Lavoro Privato ha proclamato uno sciopero di quattro ore che riguarderà l’azienda Seta.

L’adesione agli scioperi da parte del personale, ha spiegato Seta, “potrebbe dar luogo a disagi pregiudicando la regolarità del servizio”, con modalità differenti a seconda del bacino provinciale di riferimento.

Per quanto riguarda i servizi urbani del bacino provinciale di Modena (Modena, Carpi, Sassuolo), il servizio sarà garantito dalle 6.30 alle 8.30 e da mezzogiorno alle 16, con possibili astensioni nelle restanti fasce orarie; per quelli extraurbani, invece, il servizio sarà garantito dalle 6 alle 8.30 e dalle 12.30 alle 16, con possibili astensioni nelle restanti fasce orarie.

Nel bacino provinciale di Reggio, invece, sono possibili astensioni dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 fino al termine del servizio sia per il servizio urbano che extraurbano. Nel bacino provinciale di Piacenza, infine, il servizio urbano sarà garantito dalle 7 alle 10 e da mezzogiorno alle 15 (sono garantite le corse in partenza dai capolinea dalle 6.46 alle 9.45 e dalle 11.46 alle 14.45); il servizio extraurbano e suburbano sarà garantito fino alle 8.30 e da mezzogiorno alle 15 (sono garantite le corse in partenza dai capolinea fino alle 8 e dalle 11.30 alle 14.30).

Il servizio riprenderà regolarmente con le corse che inizieranno dopo il termine delle eventuali astensioni dal lavoro. Le corse garantite anche in caso di sciopero, in ogni caso, sono indicate nelle tabelle orarie presenti alle fermate e pubblicate nella sezione “Linee” del sito di Seta. Le informazioni in tempo reale sugli orari di passaggio dei bus si possono consultare sul proprio smartphone o tablet scaricando l’applicazione gratuita di Seta per iOS e Android: il servizio è accessibile anche attraverso la sezione “Quanto manca?” del sito di Seta. Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare Seta al numero 840-000216 oppure via WhatsApp al numero 334-2194058.

Sul fronte sindacale, invece, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna hanno ricordato i motivi della protesta, confermata anche dopo l’incontro dello scorso 18 marzo: “Nonostante le innumerevoli parole di ringraziamento da parte delle associazioni datoriali, pronunciate all’indirizzo dei lavoratori del settore per la dedizione e la professionalità dimostrata dagli stessi durante il periodo pandemico nel quale ancora oggi gli operatori del trasporto pubblico si trovano a operare, a tali parole non sono seguite le conseguenti assunzioni di fatto per garantire a questi lavoratori un rinnovo contrattuale e salariale degno dell’impegno e della professionalità profusa e dimostrata”.

Le associazioni datoriali, hanno spiegato i sindacati, “contrariamente a un’asserita e rinnovata disponibilità al confronto hanno nuovamente ribadito una non disponibilità a un rinnovo economico degno” a copertura del triennio già passato (2018-2020), essendo il contratto nazionale scaduto da ormai tre anni. Una posizione considerata “irricevibile” dalle sigle sindacali, che hanno dunque confermato lo sciopero del 26 marzo.

“Tale posizione datoriale è ancora più sconcertante e incoerente se si pensa che il grande disagio vissuto dai lavoratori del settore, così come la grande professionalità e dedizione dimostrata in questo frangente di crisi pandemica, è stato anche il leit-motiv dell’interlocuzione sostenuta dalle stesse associazioni datoriali Asstra, Anav e Agens con il governo attuale e che ha determinato anche le coperture economiche (pari a circa 800 milioni di euro) previste all’interno del cosiddetto Decreto Sostegni e destinate a coprire i mancati introiti da traffico causati dalla pandemia in corso”.

“Si potrebbe facilmente sintetizzare dicendo che le aziende stanno facendo cassa sulla pelle dei lavoratori del trasporto pubblico senza voler loro riconoscere e garantire il giusto e dovuto adeguamento salariale, nonostante l’aver ottenuto dal governo in carica le risorse per le aziende del settore”.



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