Unipol ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile netto di 759 milioni di euro, in calo del 18,5% rispetto ai 931 milioni dello stesso periodo del 2019, ma in crescita del 31,5% sui 577 milioni del risultato normalizzato, ripulito dai 421 milioni della contabilizzazione a patrimonio netto della quota in Bper e da 67 milioni di oneri straordinari per incentivazione all’esodo.
La raccolta diretta, si legge in una nota, è scesa del 13,7% a 8,6 miliardi, con un calo del 3,6% nel danni e del 27,2% nel vita, su cui ha inciso anche il rallentamento dell’attività commerciale legata al Covid.
A sostenere i risultati reddituali del gruppo è stato il settore danni, con un utile ante imposte salito del 41% a 985 milioni grazie al calo dei sinistri legato all’emergenza sanitaria. Il solvency ratio consolidato è salito al 193%, dal 188% di giugno.
Per la controllata UnipolSai il periodo si è chiuso con un utile netto consolidato di 701 milioni, in crescita del 37,7% sullo stesso periodo del 2019 e del 21,6% a livello normalizzato, e con un indice di solvibilità individuale salito nel terzo trimestre al 284%, dal 272% di giugno.
Nonostante la seconda ondata di coronavirus entrambe le società confermato “un andamento reddituale della gestione per l’anno in corso in linea con gli obiettivi fissati nel Piano Industriale 2019-2021”.






Ultimi commenti
Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa