Ultima profezia di Houellebecq: ‘Annientare’

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Ostinazione, perseveranza, caparbietà, sono le tre virtù “teologali” che devono assistere il lettore nell’affrontare il nuovo monumentale romanzo di Michel Houellebecq, Annientare.

Le prosaiche, e un po’ blasfeme, virtù infuse al lettore compulsivo sono l’unica arma che ha per non cedere alle prime cento pagine e continuare un romanzo che intreccia sapientemente, e con mestiere, storia politico-culturale ed economica e saga familiare, su cui Eros e Thanatos sbattono le ali come i caprimulgi nei racconti dell’orrore, pronti ad afferrare le anime dei moribondi e trascinarle nell’aldilà. Anche i vivi, in un certo senso, sono moribondi nella Francia di Houellebecq del 2027, numero primo.

È un romanzo, però, che ostenta nichilismo fumogeno per nascondere, in realtà, le tre virtù teologali fede, speranza e carità – ibridate da pulsioni di filosofie orientaleggianti e screziate da ombre satanistiche –architravi dell’intero romanzo.
Le prime pagine sono una specie di trompe-l’oeil, un inganno, che infilzano il lettore come uno spiedo, lo inducono a pensare che il romanzo sia un thriller politico-informatico-catastrofista, ma non è che il primo livello del romanzo che di trame, seppure ottimamente intrecciate, ne ha tre e di conseguenza ha tre finali scaglionati. Immaginate il romanzo come un vettore spaziale composto da più stadi che si staccano man mano per spingere nello spazio l’ogiva, la parte più importante del missile.

Del primo stadio abbiamo detto; il secondo è composto dalla saga della famiglia Raison: il padre Édouard, agente in pensione del DGSI, con la nuova compagna Madeleine; i fratelli Aurélien con la moglie Indy e il figlio di colore Godefroy; Cécile con il marito Hervé, ferventi cattolici, e le due figlie (una delle quali un po’ birichina); e Paul, il protagonista, con la moglie Prudence, proprio come in titolo della canzone dei Beatles. «Paul è a posto – dice un hacker al servizio della DGSI (Direzione Generale Sicurezza Interna) a un collega che lo deve incontrare – uno serio, per nulla divertente, decisamente austero, ma è ragionevole. Pare che alla DGSI lo conoscano… cioè, si ricordano del padre, Édouard Raison… il figlio viene dall’ENA, la Scuola nazionale di amministrazione, è diventato ispettore delle Finanze». E Paul è segretario particolare/confidente di Bruno Joge, celebrato ministro delle Finanze francese, vittima virtuale di un truculento video messo in rete da abilissimi e temibilissimi terroristi informatici, ma non sarà l’unica vittima.

Houellebecq segue Paul nel rapporto professionale con Bruno, nell’infelice ménage coniugale con Prudence, nelle relazioni con la famiglia in seguito a una grave infermità che ha colpito il padre.

Il 2027 è l’anno delle presidenziali e Bruno partecipa, con il supporto di Paul, come eminente ministro al fianco del candidato presidente del partito che si oppone alla sinistra e al minaccioso Rassemblement National. Economia e immigrazione sono i temi dominati la campagna elettorale. Il secondo stadio.

Infine, il terzo, l’ogiva spaziale, il matrimonio di Paul e Prudence, che consente all’autore francese di lasciare sullo sfondo le considerazioni sociali, politiche, economiche e culturali sulla Francia sull’intero Occidente e di concentrarsi sulla condizione umana.
Annientare è, purtroppo, appesantito da parti “superflue” come le lunghe descrizioni dei troppi sogni che turbano i sonni di Paul; oppure le inutili descrizioni “pornografiche” dei rapporti sessuali; anche se viene il sospetto che Houellebecq ci voglia dire che pure nel dolore si può trovare la gioia, purché si faccia sesso senza inibizioni… ma è anche il contraltare di Cécile che nella fede in Dio trova la gioia. Spirito e corpo, la dualità a cui Houellebecq ci mette di fronte, ma è, senza dubbio, alla prima declinazione di gioia che l’autore guarda, diciamo, con maggior simpatia.

Alla fine, possiamo dire che Annientare è un romanzo scritto bene e costruito altrettanto bene che riesce, con le avvertenze sopra dette… quasi quasi … a catturare il lettore.

(Michel Houellebecq, Annientare, traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, La nave di Teseo, Milano 2022, pp. 743, 23,00 euro. Recensione di Glauco Bertani).

Si ringrazia la Libreria del Teatro, via Crispi 6, Reggio Emilia

I nostri voti


Stile narrativo
7
Tematica
8
Potenzialità di mercato
9




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