Ucraina. Bonaccini dall’Anpi: guai equiparare chi bombarda a chi è bombardato

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“La condanna dell’invasione è irrevocabile ma dobbiamo cercare di capire il contesto e le cause che hanno prodotto la situazione attuale”, queste le parole del presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, nel corso della sua relazione introduttiva al 17esimo Congresso dell’Associazione Nazionale Partigiani.

Capire il contesto serve “non per giustificare ipocritamente l’intervento russo ma per porre all’ordine del giorno questioni capitali: nuovo ordine mondiale, sistema di difesa collettiva, cooperazione, coesistenza pacifica. Per questo è un errore minimizzare la recente storia ucraina, dalle formazioni naziste ucraine alla Crimea, al Donbass, alle interferenze russe, al ruolo di Ue, Nato e Stati Uniti. A tutto quello che è successo a Est negli ultimi 20 anni. Sbaglia chi guarda l’albero ma non vede la foresta”.

Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ospite del Congresso ha sottolineato la assoluta urgenza “di fermare le bombe, dopodiché mi pare sia abbastanza netto il giudizio: guai a equiparare chi invade e bombarda un Paese sovrano e democratico con chi da Paese sovrano e democratico è invaso e bombardato. Se abbiamo un dubbio su questo è un bel problema”.

Ma in questo dramma “se Putin un obiettivo lo ha raggiunto è stato quello di avere rinsaldato, come poche volte era accaduto negli ultimi anni e decenni lo spirito europeista. Mi auguro che si riprenda lo spirito democratico che in questi anni era venuto molto meno irrobustito”.

Ha poi postato sul suo profilo Facebook Bonaccini: “Se la mia generazione ha avuto il privilegio di non conoscere gli orrori e le tragedie della guerra, ciò è stato possibile anche grazie al sacrificio di tante e di tanti che misero la loro vita a rischio e purtroppo tanti, troppi, la persero: siamo nella regione infatti che pagò il prezzo più alto alla lotta di liberazione e resistenza la nazifascismo.

Se è stato possibile per me, per le generazioni successive vivere in pace, godere appieno di libertà e democrazia è stato anche grazie a chi scelse la lotta partigiana per combattere e sconfiggere la follia e l’orrore nazifascista. Vorrei non si dimenticasse mai.

Per questo abbiamo approvato alcuni anni fa una legge regionale sulla memoria del ‘900 (unica regione ad averla), scritta insieme anche all’ANPI, che mette un milione di euro all’anno a disposizione di scuole, università, istituti storici, associazioni ed enti locali per promuovere memoria. Ci fu chi disse che un popolo che non conosce il proprio passato rischia di riviverne le pagine più tragiche.

Per questo, in epoca di tentativi continui di revisionismo storico, pur riconoscendo pietà a tutti i caduti, mai permetteremo possano essere equiparati coloro che persero la vita combattendo per mantenere un regime assassino come quello nazi-fascista con chi diede la vita per ridare al nostro paese dignità e a tutti noi pace, libertà, democrazia”.



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