Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale questo intervento dello scrittore Pier Francesco Grasselli.
Per un’amministrazione un minimo competente, la vicenda della signora novantaseienne rapinata e buttata per terra sotto casa dovrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Un’amministrazione un minimo competente dovrebbe, a questo punto, adottare provvedimenti seri, drastici, contro questo aumento esponenziale di criminalità che ha letteralmente stravolto la nostra tranquilla cittadina.
Non passa giorno senza che siano compiuti reati di questo e altri tipi, personalmente conosco una marea di gente che ha subìto furti, spaccate, che è stata rapinata sotto casa o altrove – e in quest’ultimo caso si tratta soprattutto di donne. Non so voi, ma io temo per i miei genitori, che sono anziani, per i loro amici, per le ragazze che non possono più passeggiare per strada in sicurezza.
Spero vivamente che l’amministrazione non continui a far finta di niente, perché è ormai chiaro che la situazione è critica e che ne siamo tutti minacciati, in particolare gli indifesi e gli anziani.
Voglio raccontarvi quello che mi è successo circa un mese fa: stavo percorrendo una traversa di via San Carlo, quindi in pieno centro, quando ho notato un tizio appoggiato a una macchina, e un altro che indugiava in un vicolo vicino ad alcune autovetture parcheggiate (naturalmente erano entrambi altoatesini). Nel momento in cui mi sono accorto della situazione e mi sono voltato a guardare il primo, che aveva tutta l’aria di star facendo il “palo”, quello si è rivolto a me con queste esatte parole: “Vuoi picchiato?”. Carina, eh? Credo che la metterò in un libro prima o poi. Naturalmente non ho risposto alla provocazione, mi sono allontanato, ho tirato fuori il telefono e ho avvisato la polizia dei due personaggi “sospetti”.
L’episodio però è indicativo. Questi si sentono come lupi tra le pecore. E si comportano di conseguenza. I risultati li abbiamo davanti ogni giorno.
Ora, il tempo della tolleranza secondo me è finito, a meno che non vogliamo discendere la china completamente. È tempo di reagire, in modo fermo e deciso. È anche evidente che le forze dell’ordine non sono sufficienti ad arginare la piaga, che occorrono rinforzi e un diverso uso delle risorse umane già in nostro possesso.
Che fine hanno fatto quei militari che tempo fa vegliavano su alcune delle nostre strade e in stazione? E i poliziotti di quartiere? Non li vedo più… Perché è davvero il caso, ormai, di militarizzare la città, prima che la situazione ci sfugga di mano del tutto. Ogni quartiere va tenuto sotto controllo in modo capillare.
È ridicolo, per esempio, che l’amministrazione continui a pagare eserciti di ausiliari del traffico con l’unico scopo di multare i reggiani (rapinati e multati, come a dire cornuti e mazziati) invece di ingaggiare, per dirne una, dei “vigilantes” che presidino le strade del centro e della periferia al fine di renderle di nuovo luoghi sicuri (e dovrebbero essere tanti e belli grossi, questi vigilanti, uomini che operino nel ramo della sicurezza, buttafuori e così via, e dotati perlomeno di manganelli).
Cos’è? Uno deve continuare a pagare multe per divieto di sosta al minimo sgarro e poi, quando si trova il finestrino spaccato o la moglie rapinata, si attacca al tram? Perché l’amministrazione esige, ma quando si tratta di rifondere i danni subiti dai cittadini a causa della sua inadeguatezza dov’è?
Davvero, cosa dovrebbero fare altrimenti i reggiani? Aspettare le prossime elezioni e votare in massa la Lega? Armarsi? Il problema è che abbiamo da una parte una popolazione di autoctoni civili, imbolsiti e assolutamente disabituati a difendersi, a gestire questo tipo di situazioni, e dall’altra un’orda di barbari che non rispetta niente e nessuno e che non si fa scrupolo di insultare e gettare per terra signore quasi centenarie.
Quindi? Vogliamo darlo questo giro di vite, o continuiamo a fare le scimmiette “non vedo non sento non parlo”? È ovvio che sia un problema che interessa tutta la nazione, ma questo non cancella certo le responsabilità delle amministrazioni locali che fanno finta di niente e negano il problema.
Sicuramente qualche mentecatto mi darà del “fascista” perché scrivo queste cose, perché mi arrabbio e dico che c’è bisogno di prendere misure drastiche. Sì perché, mentre la città annega nella criminalità, c’è ancora chi si preoccupa di queste sciocchezze. Questo tipo di mentecatto si merita lo stato pietoso in cui versa la nostra povera Reggio Emilia. Ma noi no.
Pier Francesco Grasselli






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