Scarsità acqua, Mammi illustra un piano

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Partendo da questi fenomeni atmosferici, l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi, in commissione Politiche economiche guidata da Manuela Rontini, ha illustrano il piano per far fronte alla mancanza di acqua. “In questi anni – ha detto – abbiamo portato avanti sei obiettivi: investimenti in conoscenza e innovazione, vista l’importanza strategica del monitoraggio, della raccolta dati e della modellistica agrometeo; tutela della qualità delle acque, con 282 milioni di euro investiti; risparmio ed efficienza dell’uso dell’acqua con un investimento complessivo di 6,35 milioni di euro; il riuso delle acque reflue dei depuratori; la gestione dell’acqua a scala del bacino del Po, che resta la principale fonte di approvvigionamento (ma puntando a un’azione coordinata a scala di bacino padano per la gestione dei laghi alpini); il potenziamento di invasi e infrastrutture irrigue, con 7,3 milioni di euro per le strutture, 5,9 milioni per invasi e reti di distribuzione e 2,6 milioni per due progetti: il prolungamento del Cer nel forlivese e il recupero di una cava ad uso invaso nel parmense.

Da Massimo Bulbi (Partito democratico) arriva la richiesta di “aiutare anche le piccole imprese e prevedere piccoli invasi aziendali o interaziendali”. Gabriele Delmonte (Lega) evidenzia come “i dati forniti Mammi siano identici, alcuni anche peggiorativi, a quelli che ci aveva illustrato l’assessore precedente a lui nel 2019”. E sottolinea anche come “di fatto il territorio appenninico non abbia ricevuto nessun potenziamento di infrastrutture, un territorio senza acqua che ha subito interventi in emergenza. In Val d’Enza di fatto facciamo fluire l’acqua quando non ce l’abbiamo e d’estate peschiamo acqua dall’acquedotto. Questo è un modo di lavorare che non rende merito alle nostre produzioni, perché lavoriamo sempre in emergenza”.

Per Silvia Zamboni di Europa Verde “la risposta non è solo aumentare offerta di acqua ma inserire anche una progettualità ai cambiamenti climatici all’interno di un piano integrato dell’agricoltura, perché non possiamo barcamenarci tra piene, alluvionali e siccità”. Per Federico Alessandro Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) è importante “rimettere in ripristino situazioni già esistenti, con un’attenzione particolare ai miglioramenti infrastrutturali”. Per Marco Mastacchi (Rete Civica) “bisogna avere una visione di insieme. Siamo una delle poche ragioni che spende energia e non la crea. Sento parlare di cambiamenti climatici in una chiave più ideologica che di sostanza”. Fabio Rainieri (Lega) si chiede “se l’assessore ha condiviso la legge sull’idroelettrico e se è stata condivisa con il mondo agricolo. Siamo la regione con meno invasi, anche se se ne parla da 50 anni, ma se ne parla e basta”. E secondo un altro leghista, Emiliano Occhi, “Non si è parlato di proposte”.



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