Tecno di Gualtieri, presentata la richiesta di “concordato pieno in discontinuità”

Lavoratori Tecnogas Gualtieri

Va verso una conclusione positiva la lunghissima vertenza della Tecno srl di Gualtieri, in provincia di Reggio. Venerdì 22 marzo è stata infatti depositata la richiesta di “concordato pieno in discontinuità” al tribunale di Reggio da parte di Tecno dopo l’accettazione dell’offerta giunta dalla società turca Snw.

Ora dovrà essere nominato il giudice che, dopo aver valutato la validità del piano presentato, farà pubblicare il bando d’asta pubblico per l’acquisto del ramo d’impresa di Tecno. Nel caso non fossero formulate altre proposte questo sarebbe assegnato alla Gualtieri Elettrodomestici, società costituita lo scorso 5 febbraio dalla Snw stessa e da Serdar Saner Mecit, che ne diventerebbe a quel punto l’amministratore delegato.

L’offerta prevede il passaggio alla nuova società di tutti i dipendenti attualmente in forza alla Tecno entro e non oltre il 28 febbraio del 2020: nel frattempo per i lavoratori che non “passeranno” all’atto dell’aggiudicazione è stato raggiunto un accordo sindacale (sottoscritto dalle Rsu e dalle sigle sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl, ma anche dall’Agenzia regionale per il lavoro, dal Ministero dello sviluppo economico e dalla stessa Tecno) attraverso cui è stata richiesta la cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione dì attività dal primo marzo di quest’anno al 29 febbraio del prossimo anno, garantendo quindi uno strumento di tutela del reddito dei lavoratori durante la fase di avvio della nuova società.

Il piano prevede inoltre l’acquisto di tutte le attività di Tecno e dei marchi e l’affitto dello stabilimento di Gualtieri (che sarebbe l’unico stabilimento produttivo della Gualtieri Elettrodomestici) per quattro anni, con impegno all’acquisto al termine del periodo iniziale.

La Gualtieri Elettrodomestici avrà un capitale sociale iniziale di due milioni di euro: nel piano sottoscritto con le organizzazioni sindacali e la Rsu c’è anche l’impegno a un investimento di 5.375.000 euro nel corso dei primi cinque anni, di cui un milione e 395.000 euro già nel 2019.

Il costo totale di acquisizione del ramo d’azienda Tecno da parte di Gualtieri Elettrodomestici è di 7 milioni, di cui una parte in liquidità e una parte assumendo i crediti dei lavoratori verso Tecno (come ad esempio il Tfr). Al fine della sostenibilità del piano nell’accordo tra le parti figura anche un congelamento degli effetti della contrattazione aziendale per i primi tre anni, con un sacrificio importante da parte dei lavoratori.

La vertenza ha visto come assoluti protagonisti gli stessi lavoratori, che per quasi un anno sono stati parte attiva di una lotta per la salvaguardia dell’occupazione e del sito produttivo. Dall’aprile del 2018 i dipendenti hanno infatti messo in campo un presidio davanti all’azienda durato nove mesi con manifestazioni a Gualtieri, a Udine (dove ha la residenza Younes Zareipour, socio e presidente del consiglio di amministrazione di Tecno) e a Roma davanti al ministero, dove sono stati effettuati numerosi incontri alla ricerca di una soluzione.

Una vertenza complessa e intricata, tra potenziali acquirenti poi svaniti nel nulla e trattative con Snw che a più riprese sembravano sul punto di essere compromesse. L’accordo raggiunto consente ora di salvare l’azienda, con la ripresa dell’attività produttiva e la salvaguardia dei 258 posti di lavoro.

“È con grande soddisfazione che abbiamo firmato questo accordo che fino a fine 2018 sembrava non raggiungibile, aspettiamo ora l’assegnazione della Tecno dopo lo svolgimento dell’asta pubblica”, ha commentato il segretario generale della Fiom-Cgil di Reggio Sergio Guaitolini: “È stata una vertenza tra le più complesse di questi ultimi anni, e il fatto di aver finalmente depositata la domanda di concordato dimostra una volta di più quanto siano state giuste le nostre proteste e le nostre lotte per la reintroduzione della cassa per cessazione. Non avessimo avuto questo strumento tutto sarebbe stato ancora più difficile, o forse non possibile”.



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