Tarquini e Migale: “Il Comune non risponde sui rapporti tra i privati e Fondazione Reggio Children”

Centro internazionale Loris Malaguzzi Reggio Children – FM

È arrivato al terzo atto il botta e risposta tra i consiglieri comunali della lista civica Per Reggio Giovanni Tarquini e Carmine Migale, da una parte, e il Comune di Reggio dall’altra sull’articolazione del cosiddetto “Reggio Emilia Approach”.

Ad aprire le danze, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno educativo, erano stati i due consiglieri comunali di opposizione e l’avvocato Matteo Marchesini dell’Associazione Reggio Civica, che hanno puntato il dito sulla presunta moltiplicazione di enti e la conseguente – a loro modo di vedere – sovrapposizione di attività delle varie componenti del sistema di gestione del panorama educativo reggiano.

“Reggio Children srl. Anzi, no, Fondazione Reggio Children. No, ancora. Entrambe! Du is mei che uan. Il Reggio Emilia Approach all’educazione 0-6 anni può vantare ben due realtà, entrambe finanziate dal Comune di Reggio. Perché? E cosa fanno? Perché si sono costituiti due enti che hanno sostanzialmente attività coincidenti, stando ai rispettivi statuti?”, si erano chiesti i tre avvocati. E ancora: “Perché creare una fondazione quando erano già presenti Reggio Children srl e un’Istituzione Scuole e nidi d’infanzia sempre detenuti dal Comune di Reggio?”.

A stretto giro era arrivata, non senza una sfumatura polemica, la replica da parte proprio del Comune di Reggio: “Se si fosse fatto riferimento agli statuti delle diverse realtà, sarebbe stato evidente che Istituzione scuole e nidi d’infanzia, Fondazione Reggio Children e Reggio Children srl svolgono funzioni chiaramente differenziate, pensate per essere complementari e non sovrapposte”. E via di spiegazione dettagliata sulle differenze tra i tre enti.

Per quanto riguarda invece i contributi provenienti da soggetti privati, menzionati nella prima nota di Tarquini, Migale e Marchesini, per il Comune “non rappresentano una criticità, bensì un riconoscimento tangibile del valore e dell’impatto del Reggio Emilia Approach a livello nazionale e internazionale. Questi contributi provengono da realtà che, conoscendo e apprezzando l’esperienza educativa di Reggio Emilia, scelgono di sostenerla per favorirne la crescita e la diffusione”.

Una risposta che evidentemente non ha soddisfatto i richiedenti, che sono immediatamente tornati all’attacco proprio sul tema dei finanziamenti privati: “Il Comune di fatto non risponde sui rapporti tra i privati e Fondazione Reggio Children, che riceve i contributi. E non risponde in merito ai progetti in cui sono stati spesi tali contributi”. Per Tarquini, Migale e Marchesini “il Comune non può che ammettere come, grazie a oltre un milione di euro di contributi pubblici ricevuti in più anni, Fondazione Reggio Children abbia potuto chiudere bilanci in pareggio. E condividiamo con il Comune il fatto che nel bilancio 2024 la Fondazione Reggio Children sia in equilibrio di bilancio, appunto, a fronte di quegli 1,27 milioni di euro di contributi ricevuti da privati, sui quali poniamo legittime domande”.

Domande alle quali, secondo i tre avvocati, “il Comune dimentica però di rispondere: questi contributi privati rappresentano, nei fatti, i ricavi della Fondazione e quindi consentono di mantenere in equilibrio il bilancio 2024 di Fondazione Reggio Children o no? Da chi provengono questi contributi privati e in quali progetti vengono spesi? Riteniamo che siano domande più che legittime”.

Per chiarire ancora meglio, Tarquini, Migale e Marchesini hanno sottolineato che il riordino delle partecipate “non è la questione che abbiamo posto. La questione da noi posta è quali rapporti queste partecipate intrattengano con i privati. Chiediamo inoltre se l’ammontare di contributi pubblici ricevuti, affinché queste ulteriori partecipate possano chiudere i bilanci in pareggio, non rappresenti un danno all’erario. Del resto, sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà riscontrate da questa giunta comunale nella gestione dei rapporti con i privati (vedi per tutti Polo della Moda-Max Mara, Casa biancorossa-Pallacanestro Reggiana-Stu Reggiane, e altri che qui sarebbe superfluo citare)”.



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