Venerdì 23 gennaio è stato scarcerato, dopo che un misterioso “benefattore” ha pagato la cauzione di 200.000 franchi, Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, teatro della strage di Capodanno: nella notte tra l’ultimo giorno del 2025 e l’inizio del 2026 l’incendio divampato nel locale ha provocato la morte di quaranta persone, molte delle quali minorenni (sei di loro italiane o italo-svizzere), e altre 116 sono rimaste ferite.
Moretti era stato arrestato qualche giorno dopo la tragedia, al termine dell’interrogatorio a cui era stato sottoposto assieme alla moglie Jessica Maric, co-proprietaria del locale: la Procura svizzera che sta conducendo l’inchiesta aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per l’uomo, paventando un potenziale rischio di fuga dell’indagato; per la donna, invece, erano scattati gli arresti domiciliari.
I coniugi, che attualmente sono gli unici indagati, sono accusati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose.
Ora, dunque, Moretti è uscito dal carcere, in attesa degli sviluppi dell’indagine. Sarà sottoposto alle stesse misure cautelari alternative già previste per la moglie: il divieto di espatrio, l’obbligo di firma, il ritiro dei documenti; i giudici del Tribunale delle misure coercitive, dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, non hanno invece ritenuto necessaria la misura del braccialetto elettronico, come invece aveva chiesto la procura generale del Vallese.
La scarcerazione dell’imprenditore francese ha fatto scattare la durissima reazione della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni: “Sono indignata, la considero un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie”, ha detto la premier, aggiungendo che il governo “chiederà conto alle autorità svizzere”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu