Dal primo luglio in via Paradisi a Reggio è attivo “Open Day”, il potenziamento in ottica sociale del servizio diurno sociosanitario dedicato alle persone fragili e a chi fa uso di sostanze stupefacenti. L’intervento punta a rilanciare lo spazio già esistente, denominato “Paradise Street”, lavorando in particolare sui fenomeni di consumo delle nuove sostanze stimolanti, ma intercettando anche i consumatori storici.
Sul tema è intervenuta anche la Rete dei residenti del quartiere stazione (Re.Re) di Reggio: “Come per la richiesta dell’esercito abbiamo riconosciuto l’onestà intellettuale della giunta Massari, che finalmente, per primo, ha implicitamente ammesso che la situazione è fuori controllo, così nuovamente Massari, dopo un anno di governo, per primo cede a una misura controversa e impopolare. Agli esperti della riduzione del danno che da decenni operano nel quartiere, che si sono formati girando il mondo e studiando i successi delle stanze di consumo di droghe pesanti, è stata data l’occasione per passare dalla teoria alla pratica”.
Per Re.Re “ci sono tanti aspetti importanti che richiederebbero di essere spiegati, ma concentriamoci ora su un solo tema”, ovvero l’orario di “Paradise Street”, aperto sei giorni su sette, dal lunedì al sabato, per quattro ore al giorno: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9.30 alle 13.30.
“Non siamo professionisti ma di esperienza diretta ne abbiamo tanta, proprio tanta. Ci tengono svegli con le loro urla tutta la notte, li dobbiamo scavalcare per uscire quando si accasciano esanimi sui nostri cancelli, evitarli quando sono agitati e ci minacciano con una bottiglia o un coltello. A turni, ma sono attivissimi 24 ore su 24. Noi li subiamo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, fanno 168 ore”.
“Professionalità indiscutibili mettono in campo un servizio di 24 ore per fronteggiare un problema da 168 ore. Per dirla alla reggiana: c’è qualcosa che tocca. Non si risponda che è una sperimentazione, vent’anni di esperienza diretta nel quartiere, mille viaggi per andare ovunque a studiare e formarsi. Non si risponda: “manca…”; siamo parlando di coop con bilanci sempre in utile, che possono collaborare e unire le forze, o no?”.







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