Squadrismo grillino

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La procura della Repubblica di Reggio ha dato seguito alle indagini avviate a suo tempo riguardo l’inchiesta cosiddetta Octopus, un vasto giro di frodi fiscali e false fatturazioni che, secondo la titolare pm Valentina Salvi, vede coinvolte oltre una settantina di persone tra imprenditori e professionisti, tra le quali alcuni soggetti già presenti nel processo Aemilia.

Ho appreso dai giornali, non senza sorpresa, di far parte di quella lista. Non sono tuttora in grado di capire a quale titolo ne sia coinvolto, poiché a tutt’oggi, lunedì 8 ottobre, non mi è stato notificato alcun avviso di garanzia, né avviso di chiusura indagini. Resto in attesa.

In assenza di accuse precise, e nonostante i nomi siano stati pubblicati sui giornali (il mio con grande risalto e corredato di immagini), non sono in grado di poter esprimere alcuna opinione, né di articolare un’eventuale difesa. Mi si dice che l’impianto accusatorio si fonda sulle dichiarazioni di un signore ex giornalista, Marco Gibertini, condannato a quasi dieci anni di carcere per concorso in associazione mafiosa.

Osservo tuttavia che tanto è bastato a un gruppo politico – il Movimento 5 Stelle reggiano – per scatenare ai miei danni una campagna diffamatoria ad personam dinanzi alla quale – lo scrivo oggi ma vale per il futuro – non resterò inerme. Poiché l’operato della magistratura si rispetta, si affronta ma non può essere oggetto di polemiche, mentre le strumentalizzazioni a scopo propagandistico di qualsivoglia forza politica sì.

Non è la prima volta che i 5Stelle, partito di governo, danno luogo ad aggressioni di matrice squadrista nei confronti dei giornalisti che non sono al loro servizio. A chi come me, al servizio solo ed esclusivamente dei lettori per oltre trent’anni, crede e pratica il diritto come strumento fondativo delle istituzioni democratiche, lo squadrismo non fa paura neppure quando si infiltra nel Palazzo. Continuerò a svolgere la professione di giornalista come l’ho sempre svolta, a testa alta e schiena dritta.




Ci sono 11 commenti

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  1. luigi cocconcelli

    Vi meravigliate di chi gridava onestà onestà, sempre pronto a condannare gli altri, salvo allearsi con chi ha rubato 49 miliardi ed è denunciato di sequestro di persona, senza battere ciglio

    v1ciglio

  2. roberto

    Sarebbe ora che si lasciasse la magistratura LAVORARE senza pressioni e riflettori. Certi movimenti-partiti non hanno argomentazioni per sostenere confronti e dialoghi e allora procedono al dileggio, alle strumentalizzazioni, all’urlo, al “al lupo al lupo”. Senza accorgersi che proprio i loro modi sguaiati ed irresponsabili hanno indotto questo miserabile paese allo scontro senza rispetto di ruoli e regole. NON ho mai trovato molto appetibile la lettura dei suoi editoriali, Direttore, ( “prudencio” ecc ecc, non amo troppo questa narrazione ) MA questo modo orrendo di fare politica mi IMPONE di darle umanamente il mio supporto morale. SE ci saranno cose di cui rendere conto allo stato, la magistratura saprà dirlo. Per il resto la mia pena verso coloro che hanno inventato questo metodo barbaro ed incivile.

  3. Umberto

    Ogni giornalista, se lo senti, dice di svolgere la propria “missione”, a testa alta e schiena dritta……eppure proprio lei, un giorno, coniò il concetto di ” GIORNALISTA-SI-FA-PER-DIRE “…..Molto efficace, a parer mio…..Buona fortuna

  4. Obi One kenobi

    Esterni pure ciò che vuole. Non se la prenda con la politica, il giornalismo d assalto provoca Questi danni.
    il suo nome e uscito per bocca di qualcuno forse un piccolo peccato lo ha fatto.
    A volte la magistratura commette errori e va criticata pet eccesso di zelo.

  5. Antitaliano

    No! Direttore! “Adirò le vie legali”, “Squadrismo”, “Schiena dritta”: cos’è, l’edizione locale di “Repubblica”? Orgoglio? Eccesso di suscettibilità? E se li porta in tribunale e vince una causa civile, chi la paga: il Casaleggio morto e sepolto? Gli pignora la sede? Suvvia!

  6. Gianni

    Solidarieta piena al Direttore.
    Una voce fuori da coro da fastidio…quindi questa presa di posizione è anche un buon segno perchè dice che Lei sta facendo bene il suo mestiere.
    Non è un buon segno che troppi continuino a credere a un movimento antidemocratico sia all’interno che all’esterno.


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