A fine ottobre gli agenti della Polizia di Stato hanno rintracciato e arrestato a Catania un uomo di 43 anni, originario della città etnea ma residente a Reggio, che in precedenza si era reso irreperibile al momento dell’applicazione del cosiddetto “braccialetto elettronico”, dispositivo che a fine agosto il giudice per le indagini preliminari del tribunale reggiano gli aveva imposto di indossare affinché si potesse vigilare sul rispetto del divieto di avvicinamento a suo carico.
Il quarantatreenne, infatti, è indagato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex moglie, con la quale fino a qualche tempo fa conviveva in un appartamento di Reggio. Al termine delle indagini sulla vicenda, il gip aveva deciso di imporgli il divieto di avvicinarsi all’ex coniuge.
L’uomo, tuttavia, prima che il dispositivo gli fosse effettivamente applicato è sparito, facendo perdere le proprie tracce. A quel punto sono scattate le ricerche: grazie a un’accurata attività investigativa, portata avanti dalla Squadra mobile di Reggio in collaborazione con la Squadra mobile di Catania, coordinata dalla Procura di Reggio diretta dal procuratore Paci, il quarantatreenne è stato infine rintracciato e arrestato nella città siciliana.
Nel frattempo, infatti, valutando il comportamento non certo collaborativo dell’uomo, il giudice per le indagini preliminari aveva deciso di aggravare la misura cautelare a suo carico, sostituendo il semplice divieto di avvicinamento alla persona offesa con la custodia cautelare in carcere; per questo motivo l’uomo, una volta tratto in arresto, è stato portato nella casa circondariale di Catania.






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