Un passo indietro di Armando Siri, una decisione personale per evitare una clamorosa spaccatura del consiglio dei Ministri sul suo nome. E’ la novità che potrebbe arrivare prima che, alle 10 di mercoledì, il premier e i suoi ministri si riuniscano a Palazzo Chigi. Senza un passo indietro, Conte proporrà al CdM decreto di revoca del sottosegretario Giuseppe Conte, così come il M5S, lo auspica.
Matteo Salvini tiene fermo il no alle dimissioni: non cambia idea. Ma il sottosegretario leghista, che a breve sarà ascoltato in procura a Roma e, intanto, si ritrova coinvolto anche in un’inchiesta a Milano sull’acquisto di una casa, potrebbe decidere in extremis. In ogni caso, la strada è tracciata: senza il passo indietro, il presidente del Consiglio proporrà al Cdm il decreto di revoca del sottosegretario. E “non ci sarà una conta” dei ministri, perché il voto non è previsto. “Non succederà nulla di clamoroso” assicura il premier. La ricaduta sul governo, però, c’è. La Lega ormai lo dichiara apertamente. Nella vicenda Siri, osserva il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, Conte si è “sbilanciato” dalla parte del M5S e dunque non è più “arbitro” tra i due alleati di governo.






Ultimi commenti
Chi sono gli aggressori??? A che ora????di che. Nazionalità???
Fanno figli perché sanno che qualcuno li mantiene,lei dice cose sacrosanto grazie
Verissimo.. confermo totalmente.a qualsiasi orario
brava !
A Reggio abbiamo un problema di trasparenza e accountability, vedi Forsu di Gavassa, gara raccolta rifiuti, bilancio Acer, parcheggio Zucchi, Park Vittoria e sicuramente dimentico