Condivido comunque Veltroni. La sicurezza è un’enorme questione di giustizia sociale e in quanto tale deve essere compresa e fatta propria dalle amministrazioni di sinistra. Di quale sinistra stiamo parlando, se nelle città del Nord anziani e donne sole hanno perduto il diritto ad uscire di casa, e non solo la sera? Il tessuto sociale si sta rapidamente disgregando. Vaste zone dei centri storici e delle periferie sono ostaggio di balordi, spacciatori, bande di immigrati che si fanno la guerra per conquistare nuovi territori. I Comuni emiliani hanno da tempo voltato la testa dall’altra parte ignorando colpevolmente l’urgenza almeno di una presa d’atto della situazione. È ovvio che la sicurezza pubblica non dipenda dagli enti locali, ma è necessario incalzare il governo affinché assuma le proprie responsabilità. Non basta evocare l’esercito per produrre risultati apprezzabili.
Fino a che la sinistra emiliana non troverà forza e coraggio per uscire dalla stagione delle sciocchezze woke riprendendo la propria tradizionale vocazione al buon governo riformista la sinistra italiana rincorrerà populismi e ideologismi e finirà per arrendersi alla leadership di Giorgia Meloni. La nuova frontiera della sinistra può partire una volta ancora dall’Emilia a patto che vi siano visioni alte, un patto sociale che funzioni e non la costante, noiosa competizione tra aspiranti leaderini (e leaderine) fatta di personalismi, correntismi, carrierismi.






Ultimi commenti
A Reggio siamo tutti terrorizzati da questo spostamento.
E aridaje.....
no non me n'ero accorto...grazie ci rifletteró
a dirla tutta l'Europa è genuflessa da almeno 40 anni nei confronti di chi apertamente osteggia e, peggio, ritiene normale l'eliminazione dello Stato d'Israele....ne abbiamo
Con la solita tracotanza, il PD reggiano se la canta e se la suona: il sindaco ha chiesto scusa, "caso chiuso". La sempre imparziale informazione reggiana […]