Silk Faw, i cinesi stanno per arrivare (ma nessuno ormai ci crede più)

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Nuova puntata della telenovela Silk Faw, il superprogetto di hypercar elettriche annunciato in pompa magna nella primavera del 2020 di cui poi non si è saputo più nulla (se non delle vertenze dei primi assunti che non ricevevano lo stipendio). A firmarla è  il Sole 24 Ore in edicola oggi con un articolo di Ilaria Vesentini, a cui Giovanni Lamorte –  che ha preso le redini di Silk Sports Car Company (ex Silk-Faw) dopo la scomparsa, lo scorso 26 novembre di Katia Bassi – ha dichiarato che “ci saranno presto novità e tra una decina di giorni saremo pronti a diffonderle”.

Lamorte non nasconde i problemi – «”Mancano le risorse finanziarie, perché la guerra ha ostacolato lo smobilizzo degli investimenti da parte dei fondi coinvolti: abbiamo ancora una trentina di dipendenti al lavoro, che stiamo tutelando con un contratto di solidarietà” – dice che “l’accordo di programma con il Comune di Reggio Emilia è tuttora attivo e c’è un gentleman agreement con la proprietà del terreno di Gavassa su cui costruire lo stabilimento” e rimanda ai prossimi giorni per quello che, probabilmente, sarà l’ultimo disperato tentativo per non far affossare definitivamente l’ambizioso progetto. Per il Sole 24 Ore, la novità sarebbe  l’arrivo tra una decina di giorni di una delegazione governativa “in carne e ossa” dalla Cina.

«I cinesi stanno pianificando una visita in Italia, dopo due anni di pandemia e di videoconferenze, ora che il governo ha sbloccato i visti in entrata e in uscita – dice Lamorte – Sarebbe il segnale di svolta e l’occasione per raccontare le novità alle quali stiamo lavorando, ma che annuncerò acose fatte per non ripetere gli errori del passato. Il mio obiettivo è tenere  in piedi l’azienda e continuare a fare il necessario per essere pronti a partire quando i finanziamenti arriveranno”.

La stessa giornalista del Sole 24 appare scettica: “A incuriosire è il fatto che il settore di attività in cui risulta operare, da vista camerale, Silk Sports Car Company Sri è “Biotecnologie e scienze della vita”, ma nulla si riesce a sapere di chi ci sia e con che quote dietro Silk-Faw Auto motive Group Holdings Limited basata alle Cayman, azionista di riferimento finale post estate 2022, periodo in cui il mancato rogito per l’acquisto del terreno dietro alla stazione Mediopadana mise a nudo l’inconsistenza degli impegni di Crane”, scrive Vesentini.

Cauto anche lo stesso sindaco Luca Vecchi, che sembra tenere le distanze dopo aver troppo entusiasticamente sposato il superprogetto. «Quel che è certo – dichiara al Sole – è che l’ambiziosa start up non ha finora beneficiato né di aiuti pubblici né di varianti urbanistiche.

In astratto è vero che il progetto è ancora in campo, ma nei fatti è stato derubricato dall’agenda della città. Continuiamo a tenere rapporti con i vertici aziendali per avere certezza degli adempimenti verso i dipendenti ed è chiaro che laddove ci dovesse essere un rilancio dell’iniziativa privata agiremo di conseguenza. Penso però che arrivassero ora le risorse finanziarie, c’è un problema maggiore di credibilità talmente compromessa con gli stakeholder da renderne impossibile il decollo».

Anche Fabio Storchi – scrive Vesentini – “ex presidente degli industriali reggiani e di Federmeccanica, grande sostenitore del sogno della fabbrica di auto elettriche a Reggio Emilia, è oggi disilluso”: «Avrebbe dato slancio al nostro territorio e all’indotto in un momento storico in cui sull’elettrico si gioca iì futuro industriale dell’Europa, ma non ci credo più. Mi risulta che Kane abbia fatto finanziaria per pagare i fornitori ma un progetto di tale portata richiede l’intervento di fondi internazionali», ha dichiarato.