Silk-Faw a Gavassa, Forza Italia: “Uno sgarbo all’Europa senza un piano industriale credibile e forti dubbi sull’origine dei finanziamenti”

Silk Faw Automotive red

A inizio maggio Silk-Faw, la joint venture tra Silk EV (società internazionale di ingegneria e design automotive) e Faw (uno dei maggiori produttori automobilistici cinesi), ha annunciato che il nuovo sito produttivo di auto elettriche di alta gamma sarà realizzato a Gavassa, nel territorio comunale di Reggio, grazie a un investimento di un miliardo di euro.

Una notizia accolta da più parti con soddisfazione, ma che non ha convinto tutti: per il senatore di Forza Italia Enrico Aimi, coordinatore regionale degli azzurri in Emilia-Romagna, “è quantomeno curioso che mentre l’Europa corre ai ripari, seppur tardivamente, per recuperare e proteggere la propria autonomia strategica e industriale dalla concorrenza sleale della Cina, anche tramite la proposta di un nuovo regolamento UE per affrontare i potenziali effetti distorsivi degli investimenti esteri nel mercato unico europeo, il presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini e il sindaco di Reggio Vecchi abbiano accolto con acritico entusiasmo l’annuncio dell’operazione Silk-Faw”.

Per di più, ha sottolineato Aimi, “in un settore come quello della mobilità elettrica e delle batterie considerato dall’Europa una delle sei aree strategiche dove concentrare gli sforzi per spezzare l’attuale monopolio cinese. Dobbiamo pensare che la sinistra emiliana sia diventata improvvisamente anti-europeista?”.

“Certo, l’attrazione degli investimenti, la creazione di posti di lavoro e di nuove possibilità di sviluppo al nostro territorio sono un obiettivo prioritario, ma a che prezzo?”, si è chiesto il coordinatore provinciale di Forza Italia a Reggio Gianluca Nicolini: “Ci sono troppi interrogativi ancora senza risposta, sul piano industriale e finanziario in primis, relativamente al possibile impatto negativo su un distretto come la Motor Valley, simbolo del made in Italy nel mondo, i cui segreti e i tesori industriali come Ferrari e Maserati vanno salvaguardati a ogni costo”.

“Da tempo gli Stati Uniti – ha aggiunto il senatore Aimi – hanno avviato indagini sulle norme di Pechino relative alla proprietà intellettuale e sul trasferimento tecnologico “forzato” anche sulle joint venture tra imprese cinesi ed europee. Un recente rapporto della Commissione europea ha inoltre denunciato come “problema sistemico” la politica cinese di costringere le imprese straniere a condividere le proprie tecnologie in cambio dell’accesso al mercato asiatico. Il rischio per l’industria italiana delle supercar è reale, a fronte di scarsissime certezze sulla bontà e sull’impatto reale di questo ancora misterioso progetto industriale”.

Secondo Aimi e Nicolini, inoltre, “i dubbi crescono se si cerca di capire da dove vengono i fondi del preannunciato investimento, e viene da chiedersi se si tratta di un vero investimento industriale o di pura speculazione. Le poche informazioni finora disponibili dal web quanto all’origine dei capitali, tutte da confermare, portano al Silk-Faw Automotive Group Ltd, che appare in alcuni documenti in cui si farebbe riferimento a una società delle isole Cayman, la Silk Ev Cayman LP, legata in qualche modo a un’altra società, la Ideanomics Inc., anch’essa con sede nel paradiso fiscale delle Cayman, recentemente protagonista del fallimento di una nuova borsa valori nel Delaware, finanziata anche con soldi pubblici. Tanto basterebbe per porsi domande sulle origini dei capitali che si investiranno a Reggio, che ad oggi sono del tutto opache, e sui reali obiettivi dell’investimento cinese”.



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  1. Franco

    Traduzione di tutto questo sproloquio in linguaggio corrente : “Non mi hanno chiesto il mio importantissimo parere, non mi hanno avvisato ne fatto fare qualche comparsata e qualche foto con gli americani-cinesi”


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