In aumento le denunce di reato a Reggio: le reazioni della politica

centro storico Reggio Emilia vista media alto – CoRE

L’Indice della criminalità stilato da Il Sole 24 Ore, che ha certificato per la provincia di Reggio un aumento delle denunce di reato del 10,45%, il quarto più alto d’Italia, ha innescato una serie di reazioni a livello politico.

Per Alessandro Rinaldi, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Reggio e segretario cittadino del partito, “Reggio sta vivendo una situazione di insicurezza senza precedenti. La nostra città è precipitata al 25° posto in Italia per indice di criminalità, registrando un vero e proprio boom di furti, rapine e danneggiamenti. Un ‘bollettino di guerra’ che conferma ciò che la Lega dice da anni sui problemi di sicurezza di Reggio. Questa escalation è il risultato diretto di anni di politiche sbagliate e di sottovalutazione del problema sicurezza da parte delle diverse amministrazioni di centrosinistra che da sempre governano la città”.

Per il Carroccio “si è preferito trasformare Reggio nella città simbolo dell’accoglienza a ogni costo, ignorando gli effetti collaterali di tale approccio. Chi governa ha scelto di minimizzare, derubricare gli episodi a ‘percezioni’ e parlare di ‘insicurezze costruite’, piuttosto che adottare provvedimenti seri e decisi nel contrasto e nella repressione della criminalità che da anni imperversa in tutti i quartieri della città. Chiediamo un cambio di passo immediato: accogliere significa anche saper proteggere la comunità. Senza sicurezza non c’è libertà, non c’è integrazione e non ci può essere futuro per la nostra città”.

Per il segretario provinciale di Azione Reggio Claudio Guidetti e per il segretario cittadino del partito Lorenzo Buffagni, il dato del Sole 24 Ore “è un segnale serio, che non può essere né sottovalutato da chi governa né strumentalizzato da chi è all’opposizione, in un gioco delle parti finalizzato al consenso immediato e non alla responsabilità. Serve un approccio laico, pragmatico e condiviso, che unisca e non divida”.

Per Azione il tema sicurezza “non è né ‘di destra’ né ‘di sinistra’: è una questione di giustizia sociale e libertà individuale. La destra tende ad alzare i toni, scaricando spesso la responsabilità sul Comune, pur sapendo che la sicurezza pubblica è competenza dello Stato, del governo nazionale che presiede e delle forze dell’ordine. La sinistra più ideologica, che a livello locale oggi sembra prevalere, invece, tende a giustificare il reato come espressione di disagio sociale la cui responsabilità è del nostro tipo di società e storia, dimenticando che così spesso non è e che le vittime del degrado sono spesso le persone e le famiglie più fragili: chi vive nei quartieri popolari, chi ha investito i risparmi di una vita in una casa o un’attività in zone oggi difficili, chi non può scegliere dove abitare”.

Questo atteggiamento, per Guidetti e Buffagni, “è sbagliato e politicamente autolesionista: la sicurezza è un diritto sociale, perché la paura colpisce più duramente i meno abbienti. È tempo che il centro-sinistra ‘riformista’ e liberale abbandoni le forme massimaliste e ideologiche pregiudiziali e si riappropri di questo tema con un approccio concreto e moderno e visibile. Lo Stato deve garantire uomini, mezzi e norme certe alle forze dell’ordine. La tolleranza eccessiva verso chi delinque mina la fiducia dei cittadini e scoraggia chi rispetta la legge. Il Comune, dal canto suo, deve agire con fermezza e umanità: rafforzare la coesione sociale, contrastare il degrado, gestire l’integrazione dell’immigrazione regolare e combattere con decisione quella illegale. La sicurezza è libertà e la libertà è il primo valore della cultura riformista. Serve più Stato quando occorre garantire la legge e più Comune quando bisogna prevenire il disagio. Serve meno ideologia e più responsabilità, perché la sicurezza è una condizione essenziale della convivenza civile e della giustizia sociale”.

Per Giovanni Tarquini e Carmine Migale, consiglieri comunali della lista civica Per Reggio Emilia, i dati sulla criminalità “certificano senza ombra di dubbio che a Reggio il peggioramento è evidente e inesorabile. Il questore Maggese pochi giorni fa ha lasciato la città rimarcando che Reggio non è una città insicura. Il sindaco uscente Vecchi lo scorso anno, al termine del suo mandato, aveva espresso lo stesso concetto. Per l’attuale sindaco e la sua giunta è solo un problema di percezione sbagliata: sempre la nostra, ovviamente. Poi arrivano i dati ufficiali, i numeri, e questi parlano chiaro. Forse qualcuno dirà che non sono aumentati i reati, ma è soltanto migliorata la forza di denunciarli. La sostanza non cambia. È del tutto evidente che i cittadini vivono in condizioni sempre peggiori e non si capacitano di come si sia potuti arrivare a questo livello di degrado, incuria e criminalità. Qui i cittadini temono per il futuro dei propri figli e vorrebbero finalmente vedere azioni, anche straordinarie, da parte di chi può e anzi deve intervenire”.



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